VER
3.0: L'Occhio di Rovereto versione
blog. Maggiore dinamicità, maggiore interattività,
alienazione allo stato puro.
Avvertenza:
se doveste avere il sospetto di riconoscervi tra i personaggi di
queste storie, sappiate che si, siete voi. Ma non prendetevela con
noi. Noi eravamo zitti in un angolo a prendere nota. Avete fatto
tutto da soli.
Oggi e domani se ne discuterà in Consiglio comunale. Domani con il Presidente della Provincia, Lorenzo Dellai.
La Giunta Valduga è contraria. Saranno presenti cittadini di Marco per protestare contro un progetto che considerano devastante per il loro paese.
E l'ex Bimac non c'è più, è stata rasa al suolo con la violenza che solo un bulldozer riesce ad esprimere grazie ai suoi potenti motori alimentati a gasolio. E' stata rasa al suolo per fare spazio ad abitazioni e un pò di verde, così si dice. Architettura industriale che se ne va, architettura razionale-eco-bio-green-yes-we-can che avanza, ricordi di palloni persi sui tetti sciolti come neve al sole, okkupazioni che oramai sono solo vaghi ricordi di decibel troppo elevati e di canne rollate con una superficialità quasi irritante.
Le voci dei dipendenti che ancora facevano eco tra le mura ora sono perse per sempre, si sono fatte trasportare dal vento fin sulla cima dello Zugna e ancora oltre, oltre la pianura, oltre il mare, corrose come tubature dall'acqua carica di sale.
Ridotta ad un mucchio di macerie anonimo ed irriconoscibile è stata anche l'immagine figlia di un'intera notte di lavoro per non sudare sotto il cocente sole della passata estate. Addio al più bel sogno che la giunta Valduga abbia mai approvato.
PRIMA - BEFORE
DOPO - AFTER
ESCLUSIVA OCCHIO DI ROVERETO
ex dipendenti ex ex Bimac @ Pierino. Se vi avvicinate allo schermo sentirete sussurrare carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi
Uno degli aspetti più affascinanti di Facebook, probabilmente l'aspetto più affascinante, è sicuramente da ricercare nell'immagine che ogni iscritto (me compreso) costruisce di se, il classico morettiano “...faccio cose...vedo gente...”, con la prerogativa che le cose che facciamo e la gente che vediamo sono indiscutibilmente le più fighe di tutte. Una tendenza verso una costruzione della propria identità virtuale del tutto ottimistica, supportata ed incoraggiata anche dalle opportunità che lo strumento mette a disposizione: la possibilità di confermare la propria partecipazione ad un evento (faccio cose e voglio che gli altri vedano che io faccio cose), la possibilità di inserire le tag (il nome della persona raffigurata che funge, inoltre, da link all'account facebook della medesima) sulle foto (vedo gente e voglio che gli altri vedano che io vedo gente), le innumerevoli opportunità di iscriversi a una qualsiasi forma di gruppo per poter gridare all'unisono “noi facciamo cose e noi vediamo gente e vogliamo che gli altri vedano che noi facciamo cose e vediamo gente” fino al tastino per alzare il proprio pollice virtuale a favore di un qualsiasi elemento pubblicato (la gente che vedo fa cose che mi piacciono).
Ora, passeggiando virtualmente per gli affollati piani virtuali del popolare social network, inserendo come voce di ricerca Rovereto, il nome della nostra bella cittadina che tutti noi amiamo, sono incappato in due gruppi piuttosto inaspettati, direi quasi esilaranti nella loro assurdità: “Via gli zingari da Rovereto” (ora eliminato), al quale, puntualmente, fa eco “Via da Rovereto chi si iscrive a gruppi come via gli zingari da Rovereto!!”.
Lo so, il nome del secondo gruppo è un po' complesso da digerire, prendetevi qualche minuto.
In entrambi gli schieramenti ho ritrovato parecchie persone conosciute (del resto, viviamo in un buco di culo piuttosto stretto) ma ad essere sincero non so quale delle due fazioni mi urti maggiormente a livello emotivo, se quella dell' ignoranza palesata che deve per forza costruirsi delle coordinate di senso anche in uno spazio inesistente (guardatemi, faccio cose e vedo gente, quindi sono) o quella dell'indignazione palesata, che deve per forza costruirsi delle coordinate di senso partendo da coordinate di senso altrui (guardatemi, io non faccio certe cose e non vedo certa gente, quindi sono).
Fatto sta che nel secondo gruppo, quello degli indignati, ho scoperto che c'è pure quella splendida ragazza che se ne sta sempre in biblioteca, con il viso assorto a leggere chissà cosa. E' anche di sinistra, quindi. Una dei nostri. L' aggiungo subito ai miei amici virtuali. Evviva!
"Faccio cose, vedo gente".
Tradotto: quello che conta non è il gesto bensì l'idea del gesto, non è la sostanza bensì l'idea di sostanza. Mi basta pensare a quanti, nell'elenco dei loro hobby, scrivono semplicemente "molti" oppure "troppi". Comunicare impressioni, illudersi per illudere. Credo sia questo, in fondo, il significato dell'esistenza. Amen.
Rovereto è una città fondamentalmente fighetta, aspetto che mi ha sempre fatto soffrire causandomi fastidiosi mal di testa preserali che ruotano attorno all'eterna domanda "E che cazzo faccio stasera?".
Un tempo le mie ansie erano tenute a bada da un certo bar gestito da una certa Teresa, che ai tempi che furono frequentava pure mio nonno: appoggiava la sua Bianchi alla recinzione del pergolato ed entrava. E così, fino a qualche anno fa, facevo pure io: parcheggiavo la mia MTB alla recinzione del pergolato ed entravo nel miglior ansiolitico della città.
Ora, tanto per sprecare l'ennesima espressione banale, i tempi sono cambiati e come capita quasi sempre sono cambiati in peggio, o almeno questo è quanto penso io (o che mi piace pensare) in modo del tutto egoistico ed altrettanto banale. E la mia ansia è cresciuta parecchio, alimentata dai bassotti havana cola che ero costretto ad ingerire, dai mojiti consumati con ai piedi preferibilmente infradito marca brazil, da tutto quel vociare inconcludente e scontato che al cellulare ti fa dire cose del tipo: "allora ci si sgama tra poco, ciao bella".
Consapevole del fatto che la felicità non appartiene a questo pianeta, e che ogni individuo spende la propria esistenza ricercandola negli auguri che ci si scambia a natale, nelle infinity vodafone e nei film merdosi scaricati da emule, una sera mi tornò in mente che nel quartiere dove ho speso parecchi pomeriggi a far scoppiar petardi con il mio amico P, esiste un luogo nel quale, probabilmente, è ancora possibile bersi un bianco senza che nessuno ti faccia una foto che poi andrà a caricare in facebook scrivendoci sotto "crazy nightsss in rovereto city", con relativi tag.
L'entrata in via S.Maria, poco sotto la fontana delle due spine
Cercavo articoli sul sito del New York Times. A un certo punto mi son detto: "Cazzeggiamo un po'. Perché non scrivere nel motore di ricerca "Rovereto"? Tanto non ci sarà niente".
Dopo un lungo periodo di latitanza, la massacritica, e quindi anche tu che ci parteciperai o hai partecipato, è tornata a invadere la città e non solo.
Infatti, ci sarà un ritrovo libero ogni ULTIMO SABATO DEL MESE in PIAZZA DELLE ERBE alle ore 17:00.
Se vuoi partecipare alla massa, o dare un contributo attivo, o qualsiasi cosa tu voglia fare, ti aspettiamo, IN BICI, per il prossimo incontro che sarà: SABATO 25 APRILE alle ore 17:00 in PIAZZA DEL LE ERBE.
Seguirà, ovviamente, un breve giro per le vie della città.
Chiunque voglia dare una mano in futuro è ben accetto (verranno raccolti nominativi in piazza), più siamo meglio è, la massa critica sono tutti i partecipanti, nessuno escluso, quindi, cosa aspetti?.
Ricordiamo che la Massa Critica è variopinta e allegra: l'uso di cartelli, striscioni, travestimenti, maschere, palloncini, campanelli, strumenti musicali, racole, fumogeni, sfigmomanometri e oggettistica affine è altamente consigliato.
Monta in sella alla tua poderosa e chiama i tuoi amici. In caso di vento o pioggia martellante ci si trova ugualmente!
Se ci avesse messo mano lui, Depero, l’avrebbe fatto proprio così: un museo trasognato, un museo dove «avanguardia e memoria» convivono, anzi dialogano. continua qui
Del leggendario Roverebike se ne era già parlato qui.
Ora gli amici di Hospitalbikers hanno pubblicato un'intervista ad Andrea Bonalda, creatore del sito web dedicato agli itinerari in MTB attorno a Rovereto (e non solo).
Per nostalgici ed amanti del vecchio codice html.