Con il rischio di risultare ripetitivo e noioso, alcune immagini della Cantinota di Padergnone.
Per chi non la conoscesse consiglio di appronfondire con i link segnalati a fine post.
# 1 L'entrata (sulla destra ) si affaccia su un ampio parcheggio: impossibile sbagliare

# 2 L'entrata, ancora lei

# 3 Zona fumatori

# 4 L'interno: l'uso del camice blu da parte del personale è ancora, orgogliosamente, in voga

# 5 Vino

# 6 L' aperitivo della casa: bicchiere di vin santo (mezzo pieno). Sullo sfondo un quadro allegorico che ritrae i fratelli Bressan con citazione dell'opera massima di Alexandre Dumas, "I tre moschettieri"

# 7 Un panino fantasia

# 8 Tagliere misto e mano femminile

# 9 Ex tagliere misto

Con l'auspicio che questo sia l'anno buono per organizzare la tanto bramata spedizione in corriera, andata e ritorno, a firma del neorisorto Glu Glu Klan. Monaccia, confidiamo nelle tue doti di stratega!
Invito tutti, almeno una volta, di andare a visitarla: c'è dentro il Trentino per intero.
IN QUESTO BLOG DELLA CANTINOTA SE NE ERA DISCUSSO ANCHE QUI:
La Cantinota: le origini
Interessantissima (issimissima) intervista che ripercorre la storia della storica caneva.
La Montanara (alcoholic beverages version) CONTRIBUTO VIDEO
Goliardia, misticismo e tradizione popolare alla Cantinota: yes, we can.
LA CANTINOTA A PADERGNONE
"CANTINA TIPICA BRESSAN"
Padergnone
Via Nazionale 15
38070 Padergnone (Tn)
tel. 0461.864041
Locale tipico di ristoro.
Chiuso il mercoledì.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Rovereto è una città fondamentalmente fighetta, aspetto che mi ha sempre fatto soffrire causandomi fastidiosi mal di testa preserali che ruotano attorno all'eterna domanda "E che cazzo faccio stasera?".
Un tempo le mie ansie erano tenute a bada da un certo bar gestito da una certa Teresa, che ai tempi che furono frequentava pure mio nonno: appoggiava la sua Bianchi alla recinzione del pergolato ed entrava. E così, fino a qualche anno fa, facevo pure io: parcheggiavo la mia MTB alla recinzione del pergolato ed entravo nel miglior ansiolitico della città.
Ora, tanto per sprecare l'ennesima espressione banale, i tempi sono cambiati e come capita quasi sempre sono cambiati in peggio, o almeno questo è quanto penso io (o che mi piace pensare) in modo del tutto egoistico ed altrettanto banale. E la mia ansia è cresciuta parecchio, alimentata dai bassotti havana cola che ero costretto ad ingerire, dai mojiti consumati con ai piedi preferibilmente infradito marca brazil, da tutto quel vociare inconcludente e scontato che al cellulare ti fa dire cose del tipo: "allora ci si sgama tra poco, ciao bella".
Consapevole del fatto che la felicità non appartiene a questo pianeta, e che ogni individuo spende la propria esistenza ricercandola negli auguri che ci si scambia a natale, nelle infinity vodafone e nei film merdosi scaricati da emule, una sera mi tornò in mente che nel quartiere dove ho speso parecchi pomeriggi a far scoppiar petardi con il mio amico P, esiste un luogo nel quale, probabilmente, è ancora possibile bersi un bianco senza che nessuno ti faccia una foto che poi andrà a caricare in facebook scrivendoci sotto "crazy nightsss in rovereto city", con relativi tag.
L'entrata in via S.Maria, poco sotto la fontana delle due spine
Il teatrino
Il campo da bocce
Campo in terra battuta, sfere in acciaio, rullo manuale per compattamento campo da gioco, compasso per misurare distanza bocce-boccino, segnapunti. Il tutto immerso nella tradizione di un tempo e permeato dalla cultura propria dei circoli ricreativi cittadini. Il campo, a ragion del vero, è immerso anche nelle verdi piante di kiwi che proprio di questi tempi sprigionano il loro caratteristico odore, che ai più risulta sgradevole.
E' questa l'immagine che ci si ritrova di fronte entrando nel giradino interno del Circolo Operaio Paganini. E non è di molto differente a quanto si può osservare al Circolo Pensionati Zinevra (nel quartiere di Santa Maria).
Il bocciodromo, luogo di svago che pian piano sta cadendo nel dimenticatoio; luogo che si sta abbandonando al suo triste destino, quello forse di diventare fra breve un nuovo box garage, terreno su cui sorgerà la dependance di qualche abitazione o chissà cos'altro. "Sto camp chi no l'è pù bom gnanca per somenar patate" recitava l'altro giorno un signore riferendosi al campo da gioco che effettivamente necessitava di una risistematina (pur tuttavia assolvendo egregiamente alla sua funzione di campo da gioco). L'allegro signore, forse un nostalgico dei tempi che furono.
Sperando che i bocciodromi di un tempo ritornino a splendere come nel passato, invito tutti coloro che amano il gioco delle bocce o semplicemente trascorrere un pò di tempo all'aperto sorseggiando magari un buon bicchiere "dei nosi", invito (dicevo) a fare un salto in uno di questi posti; e magari avere la fortuna di essere sfidati da una coppia di signori in una partita che loro sicuramente vinceranno, perchè da anni ad allenarsi aspettando che la generazione dei loro nipoti si affacci alla finestra del filare di kiwi.
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