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VER 3.0: L'Occhio di Rovereto versione blog. Maggiore dinamicità, maggiore interattività, alienazione allo stato puro.

Avvertenza: se doveste avere il sospetto di riconoscervi tra i personaggi di queste storie, sappiate che si, siete voi. Ma non prendetevela con noi. Noi eravamo zitti in un angolo a prendere nota. Avete fatto tutto da soli.

 

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l'Adige, 15 aprile 2008

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lunedì, 12 maggio 2008

FER-MAR-SI'

Al seguente link potete compilare on-line un questionario relativo alla possibile ricostruzione della linea ferroviaria tra Mori e Riva del Garda.
Il questionare vuole essere uno strumento grazie al quale il cittadino può esprimere la propria opinione sul come, dove, quando e perchè realizzare tale opera, sperando così di far breccia nella sensibilità della pubblica amministrazione.
L'iniziativa è lodevole, se vi va girate questo post, o semplicemente questo link, a più persone possibili.


http://fermarsigrazie.com/approfondimenti/


Un pò di storia



La Ferrovia Rovereto-Arco-Riva - "RAR" (precedentemente chiamata Ferrovia Mori-Arco-Riva - "MAR") era una linea ferroviaria a scartamento ridotto (760 mm) che collegava la Ferrovia del Brennero con la riva nord del Lago di Garda. Fu in esercizio dal 1891 al 1936.

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postato da: okcomputer alle ore 19:55 | link | commenti (10)
categorie: viabilità, trasporti, politica trentina

sabato, 03 maggio 2008

Legge Provinciale su “sostanze psicotrope” somministrate a minorenni e ADHD

Stabilisce tre principi:

1. l’obbligatorietà del consenso informato dell’avente potestà sul bambino (articolo 4);

2. il divieto di somministrare test volti ad effettuare una diagnosi o ad identificare i soggetti nelle scuole di ogni ordine e grado (articolo 6);

3. il monitoraggio ed il controllo della regolarità delle procedure terapeutiche prescritte, da parte e presso centri sanitari riconosciuti dalla Provincia (articolo 7).

da www.consiglio.provincia.tn.it/allegati_stampa/20080221120446.pdf

 

Atto: Disegno di legge n. 259/XIII di iniziativa consiliare
Titolo: Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti
Primo firmatario: de Eccher Cristano
Stato corrente: Approvato in Aula (il 23/4/2008)
Testo approvato: www.consiglio.provincia.tn.it/documenti_pdf/IDAP_53356.pdf


Post su "ADHD"

postato da: GinoCerutti alle ore 12:34 | link | commenti (2)
categorie: salute, politica trentina

domenica, 06 aprile 2008

Novità su gestione del territorio e risparmio energetico

Trento: pubblicata la nuova legge urbanistica
Previsto lo scomputo delle volumetrie per il risparmio energetico
di Rossella Calabrese
www.edilportale.com/edilnews/NpopUp.asp?idDoc=11481&iDCat=27

27/03/2008 - È stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Provincia Autonoma di Trento, la Legge provinciale n. 1 del 4 marzo 2008 “Pianificazione urbanistica e governo del territorio”.
La nuova legge prevede un nuovo sistema di pianificazione articolato tre livelli istituzionali: il Piano Urbanistico Provinciale (PUP), il Piano Territoriale della Comunità (PTC), i Piani Regolatori Generali (PRG) e i Piani dei Parchi provinciali. (..)
È istituita la certificazione energetica ed ambientale degli edifici; per le nuove costruzioni e per interventi di recupero, è richiesto il certificato energetico, redatto da soggetti abilitati aventi i requisiti previsti dal regolamento di attuazione, da trasmettere al Comune contestualmente alla dichiarazione di fine lavori. Lo stesso regolamento di attuazione individuerà i requisiti di prestazione energetica, i criteri e le modalità di redazione e rilascio del certificato energetico.
Inoltre, per gli interventi edilizi che conseguono determinati livelli di prestazioni energetiche, i Comuni possono prevedere forme d’incentivazione quali la riduzione del contributo di concessione, lo scomputo delle volumetrie e sgravi tariffari e fiscali.
(..)

Testo della Legge Provinciale
postato da: GinoCerutti alle ore 15:22 | link | commenti
categorie: ambiente, energia, politica trentina

sabato, 05 aprile 2008

Trascorsi di un candidato

Cristiano De Eccher è consigliere provinciale per Alleanza Nazionale e candidato per  Popolo della Libertà e Lega Nord nel collegio senatoriale di Rovereto.

Ha scritto Ugo Maria Tassinari:
"Cristiano De Eccher è il responsabile triveneto di Avanguardia Nazionale. Iscritto all’Università di Padova frequenta la libreria di Freda e ne diventa amico. Lo invita a tenere conferenze a Trento, lo ospita nel castello di famiglia (..) e partecipa al primo comitato pro-Freda. In seguito si sparge la voce, sdegnosamente smentita dallo stesso Freda che era lui il depositario dei timer per cui Freda è accusato della strage di Piazza Fontana. La voce compare nel memoriale Pomar, un ingegnere nucleare, riparato in Spagna dopo il mandato di cattura per il golpe Borghese, ed è rilanciata senza successo dai pentiti Izzo e Calore nel processo di Bari per la strage di Milano. Le nuove inchieste su piazza Fontana e gli attentati ai treni in Calabria di AN ripropongono l’ipotesi che De Eccher li avrebbe maliziosamente fatti scomparire proprio per incastrare Freda su mandato di Delle Chiaie. Nel memoriale Pomar (del 1977) De Eccher è indicato come componente di una rete di potere occulta composta da Delle Chiaie, Merlino, Signorelli, Freda e Ventura, la cellula veneta, e gli ufficiali dei carabinieri Santoro, Pignatelli e Molino. È arrestato per il fallito attentato a Gardolo del giugno 1973 contro l'auto di uno studente di Lotta continua e scarcerato dopo un mese. Quando durante una perquisizione gli agenti di polizia trovano quaranta pile utilizzabili per confezionare ordigni a tempo, la madre li rassicura beffarda: servono a fare giocare i figli del colonnello Santoro, amico di famiglia. Arrestato come organizzatore di AN nel novembre 1975 De Eccher è condannato a due anni."
da Ugo Maria Tassinari, Fascisteria, Roma, Castelvecchi 2001, pag. 22

Per carità, sono passati tanti anni ed è legittimo cambiare idea, ma sfido chiunque a dimostrare che De Eccher non è più filofascista.

Profilo di Avanguardia Nazionale sul sito di Centro di documentazione storico politica su stragismo, terrorismo e violenza politica
postato da: GinoCerutti alle ore 20:37 | link | commenti (6)
categorie: politica italiana, politica rovereto, politica trentina

giovedì, 27 settembre 2007

Il socialismo nella storia del Trentino



In un periodo in cui la sinistra italiana vede lo scioglimento di alcuni partiti e la fondazione di altri, potrebbe essere utile gettare uno sguardo sul suo passato.
Con “Il socialismo nella storia del Trentino” (ed. Il Margine) Walter Micheli - in passato dirigente locale del Partito Socialista Italiano e assessore provinciale - ricostruisce una storia iniziata alla fine del XIX secolo.
Il Trentino faceva parte della regione del Tirolo ed era chiamato dagli austriaci “Welschtirol” (cioè “Tirolo latino”) o “Sud Tirol”. Era estremamente povero; molti erano gli emigrati, sia permanenti che temporanei.
Il Partito socialdemocratico dei lavoratori d’Austria si organizzò come federazione di sei partiti, ognuno rappresentante una nazionalità dell’Impero Austroungarico, e lottò affinché il modello federale venisse fatto proprio dalle istituzioni statali. Questo per garantire l’autonomia dei popoli in un contesto di integrazione internazionale. Conseguentemente, per i socialisti il Trentino sarebbe dovuto fuoriuscire dal Tirolo e formare un’entità politica con gli altri territori italiani dell’Impero (Trieste e Gorizia).
Il suffragio universale fu un altro obiettivo, e venne raggiunto nel 1906.
La crescita del partito socialista andava di pari passo con quella del sindacato. A Rovereto nacque la prima Camera del lavoro del Trentino e un “Ufficio di solidarietà femminile”.
Le prime cooperative trentine erano di ispirazione cattolica e la maggioranza dei contadini votava per il partito dei Popolari cristiano-sociali. Provò a rompere questa egemonia la Lega dei contadini, pure questa nata in Vallagarina.

Nel 1909 tra i socialisti di Trento operò un agguerrito anticlericale: Benito Mussolini. Dopo qualche mese per la sua attività politica venne espulso dall’Impero.
La Prima Guerra Mondiale fu motivo di fratture anche nel movimento operaio: Cesare Battisti ed altri socialisti trentini si arruolarono con l’Italia, i socialisti tedeschi e francesi, su fronti contrapposti, votarono il finanziamento della guerra, la Seconda Internazionale si sciolse.

A guerra finita il PSI provò ad affermare il diritto all’autodeterminazione (o all’autonomia) dell’Alto Adige: in regione i rapporti di forza tra tedeschi e italiani si erano invertiti, ma i socialisti sostenevano sempre gli stessi principi.
Intanto in Russia c’erano state la Rivoluzione d’Ottobre e la fondazione dell’Internazionale comunista, per aderire alla quale era richiesta la rottura con i riformisti. Da una scissione dal PSI nacque così, nel 1921, il Partito Comunista d’Italia.
Durante il fascismo le organizzazioni socialiste vennero messe fuorilegge.
Il socialista moriano Silvio Bianchi, insieme ad almeno altri 50 trentini, si arruolò nelle Brigate Internazionali nell’inutile tentativo di salvare la democrazia spagnola dai franchisti. Ferito, fu costretto a ritornare in Italia e fu mandato al confino.

Dopo l’8 settembre 1943 il Trentino venne annesso al Terzo Reich (quindi non alla Repubblica di Salò), all’interno della regione “Alpenvorland” (comprendente anche le province di Bolzano e Belluno).

Un gruppo denominatosi “Movimento Socialista Trentino” scrisse un manifesto programmatico. Un delatore li tradì: il 28 giugno 1944 ci furono 11 morti, tra i quali il roveretano Angelo Bettini, e 17 arresti. Prigioniero e vittima di torture, Giannantonio Manci si tolse la vita il 6 luglio.

Nel dopoguerra il PSI si presentò alleato dei comunisti, legati all’URSS di Stalin. Una scissione diede quindi vita al Partito Socialista Democratico Italiano, che si alleò con la Democrazia Cristiana. L’elettorato castigò la scelta del PSI, in Trentino in modo particolare.
Nel 1951 il PSDI aderì alla nuova Internazionale Socialista, di carattere antistalinista.
Morto Stalin, nel 1956 l’Ungheria provò a intraprendere un percorso politico autonomo rispetto all’URSS. I sovietici reagirono invadendola. Visto che il PCI si era schierato ancora una volta con Mosca, il PSI ruppe l’alleanza.

Negli anni ’60 e per la prima metà degli anni ’70 il PSI fece parte del governo nazionale, ottenendo: la scuola media unica obbligatoria (prima c’erano una media che dava l’accesso alle superiori e scuole di avviamento professionale), l’applicazione della Costituzione nella parte riguardante l’ordinamento regionale (fino ad allora le Regioni a statuto ordinario praticamente non esistevano), lo Statuto dei lavoratori, la nazionalizzazione dell’energia elettrica, la riforma del diritto di famiglia, la legge sul divorzio. In questa fase tra PSI e PSDI vi fu una temporanea riunificazione, che portò anche i socialisti italiani all’interno dell’Internazionale.
Nel 1964 il PSI entrò in giunta provinciale. Nel 1967 venne così approvato il Piano Urbanistico Provinciale (i socialisti consideravano la pianificazione pubblica - urbanistica ma anche economica - come il cardine di uno sviluppo equilibrato).
Negli anni ’70 aderì al Partito Socialista un gruppo di cattolici, provenienti soprattutto dalle ACLI. Il loro leader, Livio Labor, fu candidato ed eletto al Senato in Trentino.

Nel 1974 il PSI di Trento fu un punto di riferimento, anche logistico, per i lavoratori della Michelin in sciopero e per la campagna referendaria per il mantenimento del divorzio.
Dopo la parentesi della “solidarietà nazionale”, nel 1980 i socialisti tornarono al governo e nel 1983 ne assunsero la presidenza, con Craxi.
Craxi cambiò la cultura e la base sociale del partito, aprendolo alla nuova esplosione di consumismo. Secondo la ricostruzione di Micheli (sostenuta facendo riferimento a fatti precisi), questo provocò dissensi tra i militanti, particolarmente in Trentino.
Il 19 luglio 1985 a Stava una colata di fango, dovuta al crollo dei bacini di discarica di una miniera, provocò 268 morti.
I socialisti, che dal 1968 in Provincia stavano all’opposizione, decisero di rientrare in Giunta, con l’assessorato all’ambiente, alle foreste e al territorio assegnato proprio a Micheli.
Il PSI si sciolse nel 1994 in seguito all’inchiesta “Mani pulite”, ma nessun esponente trentino è stato condannato.
Ora Micheli fa parte di Costruire comunità.
 

P.S.: Walter Micheli ha ricordato l’approvazione del primo PUP in un articolo pubblicato sul “l’Adige” e riportato da portobeseno nel suo blog: Il nostro paesaggio aggredito - Quarant'anni dal Pup

postato da: GinoCerutti alle ore 22:28 | link | commenti (4)
categorie: cultura, libri, politica italiana, politica rovereto, politica mondiale, politica trentina


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