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immagine da www.etimo.it
Le parole ci circondano. A volte ci assediano. A volte paiano senza senso, suoni vuoti. Forse alla nostra società manca la valorizzazione del silenzio.
Sentiamo la forza delle parole quando sentiamo una forza che ci spinge a comunicare, quando il comunicare diventa vitale.
Se dico “matita” a cosa mi riferisco? A un oggetto, a una parola o a un'idea? Che rapporto c’è tra queste tre cose?
La radice del castagno s’affondava nella terra, proprio sotto la mia panchina. Non mi ricordavo più che era una radice. Le parole erano scomparse, e con esse, il significato delle cose, i modi del loro uso, i tenui segni di riconoscimento che gli uomini han tracciato sulla loro superficie. Ero seduto, un po’ chino a testa bassa, solo, di fronte a quella massa nera e nodosa, del tutto bruta, che mi faceva paura. E poi ho avuto questo lampo d’illuminazione.
Ne ho avuto il fiato mozzo. Mai, prima di questi ultimi giorni avevo presentito ciò che vuol dire “esistere”. Ero come gli altri, come quelli che passeggiano in riva al mare nei loro abiti primaverili. Dicevo come loro “il mare è verde; quel punto bianco, lassù, è un gabbiano” ma non sentivo che ciò esisteva, che il gabbiano era un “gabbiano esistente”; di solito l’esistenza si nasconde.
da Jean Paul Sartre, La nausea
Senza parole lo stesso flusso del nostro pensiero sarebbe molto più povero, quasi prosciugato. E dal flusso del nostro pensiero dipende gran parte della nostra identità.
Il crescere parlando, pensando, in una lingua invece che in un’altra influenza la mentalità. Il crescere con “l'Inuktitut, una lingua che ha quaranta parole differenti per la neve, e nessuna per la guerra” (citazione da qui) porta a guardare la neve, e i rapporti umani, in un modo diverso.
Il nostro cervello ha, geneticamente, delle parti deputate alla comunicazione (v. l’area di Broca http://it.wikipedia.org/wiki/Area_di_Broca). La comunicazione e le sue strutture sarebbero quindi impresse dentro di noi ancor prima della nostra nascita?
La comunicazione non è solo parole e precede le parole. Se le parole sono convenzioni chi ha stabilito tali convenzioni ha dovuto comunicare, altrimenti non si sarebbe raggiunta una convenzione.
La ricerca etimologica, il relazionarsi alla storia delle parole, dà loro forza. Scoprire le sfaccettature della loro identità dà loro un senso nuovo.
Parlare e ascoltare insieme. È questo il nesso centrale di tutta la rivelazione biblica che Israele ha ripetuto e continua a ripetere ogni giorno nella preghiera della Shema’ Israel <<Ascolta Israele!>>
da Piergiorgio Cattani, Dio sulle labbra dell’uomo
Voi udivate il suono delle parole ma non vedevate alcuna figura; vi era soltanto una voce.
Dt 4,12
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
Gv 1,1-3
COMUNE DI ISERA
ASSESSORATO ALLA CULTURA
ASSOCIAZIONE LAGARINA DI STORIA ANTICA
OGGI, VENERDI’ 29 MAGGIO
alle ore 20.45
PRESSO
LA SALA CONSILIARE DEL MUNICIPIO
ALLA SCOPERTA DEL CRISTIANESIMO DELLE ORIGINI:
QUALI RIFLESSIONI STORICO CULTURALI?
Interverrà il prof. Remo Cacitti, docente di Letteratura cristiana antica e Storia del cristianesimo antico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano.
Cacitti ha scritto recentemente un libro con Corrado Augias "Inchiesta sul cristianesimo", che Massimo Introvigne in un articolo ha duramente criticato (e leggendo la prefazione di Augias mi pare che le critiche siano fondate. Vedremo...).
Fino a domenica 3 maggio è aperto il Trento film Festival, mostre, libri, film e tanto altro dedicato alla montagna, all'esplorazione e all'avventura, da non perdere!
X info: http://www.trentofestival.it/
OGGI, ore 20:30
Calliano - Sala Consiliare del Comune
"WILLI GRAF. Con la Rosa Bianca contro Hitler"
L'Assessorato alla Cultura di Calliano presenta il libro di Paola Rosà

Nato in una famiglia borghese e politicamente conformista, nella Saar contesa tra Germania e Francia, Willi cresce nelle associazioni cattoliche e non si iscriverà mai alla Gioventù hitleriana, neppure quando l'appartenenza diventa obbligatoria. Processato una prima volta, ancora adolescente, per la sua frequentazione dei gruppi giovanili proibiti, da studente universitario di medicina a Monaco - tra un tirocinio militare e l'altro sui fronti occidentale e orientale - entra in contatto con Hans Scholl, il leader del gruppo clandestino della Rosa Bianca, autore dei volantini anti-regime che cominciano ad essere diffusi nel giugno 1942. Dopo i tre mesi estivi trascorsi sul fronte russo, a contatto con gli orrori della guerra, ecco l'intensificarsi dell'attività di resistenza: Willi, il taciturno coraggioso, è in prima fila nella diffusione dei volantini, nell'organizzazione delle azioni, nel reperire i finanziamenti. Il 18 febbraio 1943, dodici ore dopo l'arresto dei suoi amici Sophie e Hans Scholl all'università di Monaco di Baviera, anche Willi Graf viene prelevato dalla Gestapo nel suo appartamento, insieme alla sorella Anneliese. Processato e condannato a morte in aprile, seguirà la sorte dei fratelli Scholl e sarà ghigliottinato il 12 ottobre 1943, nel carcere di Stadelheim, dopo che Hitler in persona avrà respinto la sua domanda di grazia. Una limpida storia di resistenza cristiana: la vita e la morte di un giovane che ha scelto la strada solitaria e controcorrente dell'opposizione coerente a un regime liberticida.
Arricchisce il libro un inserto con le foto di Willi Graf e del tragico periodo storico che si è trovato ad attraversare.
Prefazione di Moni Ovadia
Postfazione di Anneliese Knoop-Graf
Bibliografia: http://www.rosabianca.org/index.php/it/le_radici/i_libri
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