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martedì, 10 novembre 2009

Interessante incontro

AUDITORIUM S. Chiara

Martedì, 17 novembre 2009 – pomeriggio (14.30 - 16.30)


TAVOLA ROTONDA: “Le autonomie per il Tibet”

Moderatore: Giampaolo Visetti, Pechino

  • Regioni autonome a sostegno del Memorandum. Introduzione, Roberto Pinter, Trento
  • Il Memorandum tibetano e sistemi di autonomia a confronto. I principali risultati del convegno scientifico, Roberto Toniatti, Trento
Dibattito: Dalai Lama e politici di Regioni autonome

      Intervengono:

      Lorenzo Dellai, Presidente, Provincia autonoma di Trento
      Luis Durnwalder, Presidente, Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige/Südtirol
      Bernat Joan, Segretario della politica linguistica, Generalitat de Catalunya, Barcelona
      Elisabeth Nauclér, Deputata al Parlamento Finlandese (isole Åland); Helsinki (Finlandia)
      Roberto Pinter, Associazione Italia-Tibet, Trento

      e

      Sua Santità, il XIV Dalai Lama

“Memorandum sulla Genuina Autonomia del Popolo Tibetano”
Dharamsala, 16 novembre 2008

postato da: farronait alle ore 16:22 | link | commenti (1)
categorie: cultura, incontri, politica mondiale

domenica, 08 novembre 2009

TABU'

Queste erano pubblicità


postato da: farronait alle ore 13:41 | link | commenti
categorie: varie, cultura, video

mercoledì, 04 novembre 2009

La paura di uno sguardo

Sui mass media e sui blog (ho scritto qualche mia idea a proposito su quello di Berlicche) si dibatte sul senso del crocifisso nella aule scolastiche e sul senso della sentenza. Ma più che di questo (dopo tutto un cristiano può benissimo stare in un'aula senza crocifisso e un non cristiano può benissimo stare in un'aula con il crocifisso) mi interessa capire cosa motiva chi si impegna per anni in una battaglia giudiziaria di questo tipo, arrivando fino alla giustizia europea.
Adesso temo i talebani cattolici, articolo apparso su Il Corriere della sera di oggi, dà qualche indicazione.
Mi ha colpito in particolare una frase del figlio più giovane: "In classe, alle medie, c’erano tre crocifissi. Ovunque ti giravi, ti sentivi osservato".
Se non ignorava i crocifissi, se si sentiva osservato, in qualche modo riconosceva in loro il richiamo a una presenza. A una presenza reale. Strano per un ateo.
Probabilmente ci sono degli "atei" che vivono il rapporto con Dio come una lotta (e quindi in qualche modo a Dio ci credono). Forse perché è stato insegnato loro -magari non con un insegnamento esplicito: ma il messaggio è passato- che Dio è un essere ostile di cui aver paura (v. l'episodio, narrato all'inizio dell'articolo, della sgridata del nonno). O forse, al contrario, l'ostilità a Dio è da ricercarsi nel fatto che il Dio cristiano è portatore di un amore troppo grande per essere capito. Così anche il suo sguardo può far paura. Tanto da volerlo evitare.
postato da: GinoCerutti alle ore 23:56 | link | commenti (9)
categorie: cultura, fatti e misfatti

giovedì, 22 ottobre 2009

Il Girolimino del monte Summano | Santorso, Schio

L'invito giunse da F. e N.
La Vallarsa come ponte di congiunzione tra Veneto e Trentino avrebbe funzionato anche questa volta, un altro anno ed un'altra cima. Salendo il Summano la mente indietreggia di un paio di anni. Ricordi sfumati di una ferrata probabilmente troppo lunga per un'afosa giornata di luglio.
Scendendo con il treno verso quei paesi che ricordo a stento - San Martino Buon Albergo, Montebello, Mestrino, e poi cosa? - mi son sempre chiesto che nome avessere quei monti in lontananza. L'inizio delle Alpi, la fine della pianura. La fine delle Alpi, l'inizio della pianura. Giunto sulla cima, non sono riuscito a prendere sonno.

IL GIROLIMINO
A poco più di un'ora di macchina da Rovereto, il paese di Santorso accoglie il visitatore trentino evocando un naturale senso di confine. Il materno abbraccio delle montagne, così angosciosamente rassicurante, in questi luoghi si fa più lieve e lascia spazio ad un senso di smarrimento che solo ultimamente sono riuscito - finalmente - ad assorbire e superare. Un cambio di vista sulle cose apre delle prospettive impensabili.



Verso Vicenza e Padova

Storia
L'origine del Girolimino, sul monte Summano e a Santorso, è legata alla presenza dei monaci del Beato Pietro da Pisa, a partire dal 1452 quando, con il successo dei patroni Nogarola e con la rinuncia del precedente e ultimo Rettore del Summano, il sacerdote Giovanni de Semprebonis da Marostica, il Priorato e la chiesa del Summano furono affidati ai Girolamini nella persona di Frà Girolamo da Arro nell'Abruzzo, già rettore generale dell'Ordine.
Essendo buoni botanici e avendo a loro portata la ricca flora del Summano, i Monaci diedero inizio al famoso infuso "Girolimino" che si diffuse in tutte le famiglie di Santorso fino ad oggi.
Dopo la soppressione dell'ordine avvenuta nel 1936, il M.A.S.C.I. di Santorso, attuale custode del Santuario del Monte Summano, lo riproduce secondo l'antica ricetta, onde evitare che vada perduta.

La Festa del Girolimini, organizzata dal gruppo Gam Santorso in collaborazione con l'Amministrazione comunale, richiama ogni anno tantissime persone in uno dei luoghi più suggestivi dell'Alto Vicentino. Il programma prevede la S. Messa al santuario del Monte Summano seguita dalla processione fino alla croce sulla quale è sistemato un grande Cristo in acciaio opera dello scultore Giorgio Sperotto di Marano Vicentino. Al termine della processione viene distribuito, fino ad esaurimento delle scorte, il Girolimino fatto dalle famiglie di Santorso secondo le antiche tradizioni.


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 Bottiglia di Girolimin artigianale
Fantastico!
 Etichetta artigianale
 Il Girolimin commerciale
Mediocre...


Curiosità
Ogni anno, il Gruppo Amici della Montagna (GAM) di Santorso organizza la gran camminata Santorso-Rifugio Lancia, giunta oramai alla sua XX edizione, con partenza dal monte Summano.
Al termine dell'eroica impresa, tutti i partecipanti ricevono un attestato di partecipazione.

Alcune voci di corridoio affermano che l'ex postina del paese, oramai in pensione, sia depositaria di una ricetta del Girolimino a 23 erbe, discostandosi così dalla poiù tradizionale ricetta che ne elenca solamente 15.


postato da: okcomputer alle ore 14:22 | link | commenti (6)
categorie: viaggi, cultura, giochi, foto, cucina

martedì, 06 ottobre 2009

Libertà e necessità

Esiste la libertà? O tutte le cose, anche le realtà che siamo abituati a concepire come spirituali o psicologiche, rispondono alla necessità? Una conoscenza superficiale delle nueroscienze sembrerebbe suggerirlo. Sembrerebbe suggerire che la nostra mente nasce solo (solo?) da un insieme di materia, da onde elettromagnetiche, da reazioni chimiche. Da lì nascerebbero i nostri desideri. Da lì nascerebbe il nostro io?
Se esistesse un computer che:
a) fosse in grado di risolvere tutte le equazioni che governano la realtà
b) conoscesse la condizione in un preciso istante di ogni elemento che concorre a formare il reale (configurazione del reale all'istante t0)
tale computer sarebbe in grado di prevedere la condizione in un qualsiasi istante futuro di ogni elemento che concorre a formare il reale (configurazione del reale all'istante t0 + delta t)? Sarebbe in grado di prevedere cosa mangerà Antonio nel Natale del 2020? E cosa penserà di sua moglie?
Possiamo attribuire a Dio le capacità di questo ipotetico computer?
Ma siamo poi sicuri che libertà e necessità siano tra loro nemiche?

Riporto due estratti da “L’anima e il suo destino” di Vito Mancuso (penso che non ci sia bisogno di soffermarsi sul fatto che forzare queste riflessioni in senso politico, per sostenere limitazioni da parte dell’autorità della libertà di scelta, sarebbe veramente sminuirle: la verità non è a disposizione del potente di turno).



(p. 172)
La libertà del mondo nasce negativamente connotata, nel suo darsi deve negare la sua origine: la manducazione del frutto, la ribellione, la trasgressione (esattamente come fanno i figli verso i genitori). Ma la libertà è chiamata a maturare per divenire piena e avere un contenuto, perché se si ferma al primo stadio, al livello superficiale del libero arbitrio, all’ingenuità di chi pensa che essa consista nel fare quello che passa per la testa, rimane in balìa del serpente, della logica grossolana dell'egoismo. La libertà compie se stessa quando aderisce al vero e al bene, quando si consegna alla verità, alla necessità della verità.

(p. 213)
L'anima di un uomo che ha vissuto secondo la logica del bene, quando termina la vita fisica rimane in quella dimensione del bene dove già era entrata durante la vita fisica. La differenza è che ora l'Idea del bene le dà forma, la informa, in modo completo. Dopo la morte, l'arbitrio concesso alla libertà viene meno. Dopo la morte, la libertà non si dice più come libero arbitrio, ma diviene adesione consapevole alla necessità oggettiva dell'essere, che è il grado più alto della libertà.
La libertà, infatti, non è fine a se stessa ma è finalizzata alla verità, e quando aderisce totalmente alla verità si compie come necessità, diviene come la libertà necessitata di non poter commettere errori di cui gode un grande matematico (perché necessitato dall'esattezza), una libertà molto più ampia di quella di chi a volte può, e a volte non può, risolvere le equazioni; diviene come la libertà necessitata di non poter dipingere male di cui gode un grande pittore (perché necessitato dalla bellezza), una libertà molto più ampia di quella di chi a volte può, e a volte non può, dipingere bene. La libertà reale matura in modo direttamente proporzionale al grado di adesione alla verità. Dopo la morte, la libertà soggettiva si compirà come adesione perfetta alla verità tutta intera, la verità ordinata dell'essere cosmico e della nostra corrispondenza con essa.

postato da: GinoCerutti alle ore 22:45 | link | commenti (18)
categorie: cultura, libri

martedì, 29 settembre 2009

I tuoi passi verso l’altro

“I tuoi passi verso l’altro”

Martedì 6 ottobre 2009 | ore 20.30

Teatro di Ravina Sala “Claudio Demattè”

via Belvedere,4 – Ravina

 

Martedì 6 ottobre La Rete presenta la ventiduesima edizione del Corso formativo per volontari e persone interessate dal titolo “Con e per la persona disabile e la sua famiglia”

Per valorizzare questo traguardo abbiamo cercato di “inventare” una serata un po' diversa con l'obiettivo di coinvolgere, far riflettere ed emozionare i presenti attraverso racconti, immagini e musica.

Si tratta, credo, di un evento di rilievo; non solo per il fatto che sono passati 22 anni dalla prima edizione, ma anche e soprattutto per il significato che riveste in termini di sensibilizzazione e di radicamento sociale che in questo periodo sono stati realizzati. Nei 21 corsi di formazione precedenti, infatti, sono state coinvolte oltre 1300 persone.

Vi ringrazio fin d'ora per la disponibilità nel divulgare la comunicazione presso i vostri associati e collaboratori, con particolare riguardo all'evento di apertura, al quale auspichiamo una partecipazione numerosa, e che si prospetta come una serata di sensibilizzazione particolarmente interessante, dalle modalità innovative e contenuti coinvolgenti.

Confermando la disponibilità a fornire ogni ulteriore chiarimento, colgo l'occasione per salutarvi cordialmente.

 

Cooperativa Sociale La Rete

Il Coordinatore

Mauro Tommasini

postato da: farronait alle ore 17:34 | link | commenti (1)
categorie: cultura, teatro, incontri, volontariato

giovedì, 24 settembre 2009

Massa Critica Rovereto | sabato 26 settembre 2009 | ore 17.30 p.zza Erbe

Occhio di Rovereto segnala e partecipa a:


sabato 26 settembre 2009
ore 17.30
 piazza delle Erbe - Rovereto



Biciclettata per promuovere una mobilità leggera in città. Biciclettiamoci per i brevi spostamenti quotidiani!

In caso di pioggia: PONCHO!


SCARICA IL VOLANTINO IN FORMATO .pdf:

Con breve presentazione:
volantino_MCR_26_settembre
R-EVOLUTION:
Volantino

massa26

postato da: farronait alle ore 23:29 | link | commenti
categorie: cultura, incontri, iniziative, trasporti, mobilità

domenica, 20 settembre 2009

The Hub Rovereto

The Hub è un network globale di spazi riservati a chi vuole cambiare il mondo. Al loro interno potrai lavorare, conoscere altre persone, imparare cose nuove, creare reti di collaborazione e far decollare i tuoi progetti per un pianeta migliore. Dall’ Europa all’ Asia, dal Canada al Sud Africa, offriamo tessere associative per questi habitat d’ispirazione nelle maggiori del mondo.

The Hub è uno spazio che ti permette di realizzare questi tuoi obbiettivi. Ti dà tutto ciò di cui hai bisogno per sviluppare un’idea, lanciare un’iniziativa, organizzare un incontro e gestire un’impresa sociale. Ci puoi già trovare a Londra, Amsterdam, Johannseburg, Rotterdam, Bristol, Madrid, Stoccolma e San Paolo. E presto, anche a Milano

(fonte: Che cos'è The Hub?)

Anche a Rovereto sta nascendo The Hub! Chiunque abbia un progetto da realizzare, eventi da organizzare, iniziative da far decollare o semplicemente voglia incontrare persone per condividere le proprie idee può finalmente avere modo di farlo in uno spazio creativo, stimolante e sociale.

Per una panoramica in dettaglio su cos'è The Hub e come vuole proporsi alla nsotra città vi consiglio di leggere questa pagina web.

Ottima iniziativa dunque questa di The Hub, attendiamo in estasi i prossimi sviluppi!!


Approfondimenti:
Sito ufficiale  The Hub
Blog The Hub Rovereto
Presentazione di The Hub Rovereto
postato da: farronait alle ore 17:38 | link | commenti
categorie: varie, cultura, iniziative, notizie roveretane

lunedì, 14 settembre 2009

Langer, Hofer e Goya

Quest’anno è il 200° dalla rivolta di Andreas Hofer contro l’invasione franco-bavarese.
L’espansionismo napoleonico stava sconvolgendo l’Europa.
Francisco Goya non poteva di certo essere considerato un "reazionario" (si pensi a
Il sonno della ragione genera mostri) ma ritrasse un episodio della violenta repressione napoleonica contro la Resistenza spagnola.


Francisco Goya, Il 3 maggio,1808
olio su tela
Museo del Prado, Madrid


In occasione delle celebrazioni di 25 anni fa Alexander Langer riscopriva l’attualità di quegli avvenimenti, senza confondersi con chi –c'è anche nel ricordo di questi giorni- occupa lo spazio che dovrebbe essere delle analisi storiche con scontri tra opposte tifoserie.

 

Andreas Hofer, l'imperatore, i francesi e noi
Alexander Langer
1.3.1984, Da "Letture Trentine"

Non c'è dubbio che per i tirolesi alternativi o di sinistra sia un po' difficile scaldarsi per l'anno hoferiano. Anni e anni di culto dell'eroismo tirolese "anno 1809" ci sono passati sopra con le più svariate e sempre efficaci strumentalizzazioni. Nel 1959 tutta la preparazione degli attentati dei primi anni '6o (quelli più autenticamente tirolesi, intendo) si è intrecciata con i festeggiamenti hoferiani. (...) L'epopea di un popolo che si solleva perché rivuole il suo " ancien régime" e il suo imperatore, anche quando costui lo ha già abbandonato, e che va sulle barricate per riavere le sue processioni e le sue gerarchie sociali, non ispira entusiasmi a chi oggi si trova a lottare contro un regime che ancora usa con tanto successo il cemento ecclesiastico, nostalgico, autoritario, gerarchico e reazionario.
(..)
D'altro canto esiste un episodio illuminante che testimonia della percezione deliberatamente selettiva dell'esempio hoferiano: l'unico gruppo partigiano sudtirolese, nel periodo nazista, si era denominato "Andreas-Hofer-Bund" ed operava prevalentemente in Val Passiria, ma è stato rimosso dalla memoria sudtirolese (..). Mentre per certi periodi storici è possibile contrapporre degli "eroi alternativi" a quelli ufficiali p. es. i pacifisti ai guerrieri, i dissidenti ai dittatori, le donne qualunque agli uomini di Stato, ecc. e quindi ritagliarsi uno spazio di contestazione e magari di anti-festeggiamenti, tutto ciò non funziona per il periodo della rivolta anti-francese e anti-bavarese dei tirolesi. Non si trovano facili identificazioni. Né si vorrebbe stare senza riserve dalla parte dell'oste passiriano che lottava in nome della restaurazione del buon tempo antico cattolico e imperiale contro il pericolo rivoluzionario e illuminista, ma bisogna pur riconoscere con rispetto e simpatia che si è trattato di una autentica sollevazione partigiana, di contadini in lotta per difendere la propria piccola patria contro gli usurpatori e oppressori, incuranti della ragion di Stato che li aveva già sacrificati. Tanto meno ci si può schierare dalla parte degli occupanti franco-bavaresi, anche se andrebbe apprezzata più di una delle loro riforme illuminate, soprattutto a confronto con la restaurazione metternichiana seguita al congresso di Vienna.
(…)
Fin dalla sconfitta dei contadini rivoluzionari di Gaismair, nel '500, c'è una infausta costante che attraversa la storia tirolese. Innovazioni, progressi, aperture, riforme non scaturiscono più dalla forza propria del popolo tirolese (che per lunghi secoli si lecca le ferite della sconfitta dei contadini rivoltosi), ma provengono ormai solo dall'esterno. L'illuminismo arriva sulle baionette dei battaglioni franco-bavaresi; il liberalismo viene imposto dal governo di Vienna, al quale il Tirolo si oppone (nella seconda meta dell'Ottocento) in un lungo e tenace "Kulturkampf"; le idee socialiste vengono ben presto identificate soprattutto nella parte meridionale del Tirolo come "walsch", "italiane", e così diventa più facile denunciarle e combatterle, imputando al "socialismo" oltretutto i peccati del dominio italiano nel Sudtirolo (del tutto a sproposito) e individuando nella sinistra una specie di cavallo di Troia della snazionalizzazione italiana. Grazie alla circostanza che le idee nuove vengono sempre da fuori, sarà agevole diffamarle e isolarle. Di converso diventerà dovere civico, quasi patriottico, dei tirolesi, assumere posizioni conservatrici quando non reazionarie. Una sola volta, nel tempo recente, un'idea nuova ed "esterna" ha trovato adesione nel Tirolo, nonostante l'opposizione di buona parte del clero: era il caso del nazismo, che non e stato smascherato e combattuto come "corpo estraneo", ma invece venne accolto dalla gran parte dei tirolesi come il più adeguato antidoto all'infezione socialista e repubblicana (nel Nordtirolo) e all'oppressione nazionalista italiana (nel Sudtirolo). Ci sarebbe quindi una cosa cui pensare utilmente nell'anno del "giubileo" (inventato ed enfatizzato per tutt'altri scopi): come promuovere la critica e il rinnovamento della società tirolese dall'interno, in maniera tale da non farsi respingere dagli anticorpi posti a vigilanza contro le infiltrazioni estranee, senza per questo perdere legami sufficientemente solidi con i movimenti e le correnti di rinnovamento nella più ampia Europa? Chi non scioglie questo dilemma, finirà sempre per bloccarsi alle soglie della coscienza tirolese (come l'illuminismo, il liberalismo, il socialismo, ecc.) o per essere isolato e tradito da qualsiasi Raffl del caso, una volta che l'accordo tra l'imperatore ed i francesi abbia tolto ogni respiro e prospettiva alla rivolta.

Link: Hofer: 200 anni fa la battaglia di Mori

 

postato da: GinoCerutti alle ore 18:41 | link | commenti (7)
categorie: cultura, arte, storia, politica europea, politica trentina, politica sudtirolese

sabato, 12 settembre 2009

Live @ Circolo Operaio S.Maria #2 - Vif viljum éta pìkura hennar Emìliànu

C'erano tutti.

Il Pizz col Rocco in prima linea a battere il tempo, il signor D. da Patom, il signore della stazione, l'islandese & Co.,  le bariste, i sempre giovani del Circolo, le bocce, la birra, le risate, noi, il teatrino, i vicini ma sprattutto  c'erano
La piccola orchestra di Felix Lalù e the Damsel's Demon Lovers (con le rispettive).
Il Circolo ieri era al gran completo.
E anche la fontana alle due spine, riempita di bevande in bottiglia da tenere in fresca.

Un eden terrestre, baluardo di musica terapeutica, locus amoenus in una città che da tempo non ospitava un'iniziativa di questo spessore sociale. Sociale e culturale.

Ieri sono stato proprio bene.

E venerdì si replica.


EDEN TERRESTRE

Motto in islandese arcaico:  Vif viljum éta pìkura hennar Emìliànu
postato da: farronait alle ore 14:20 | link | commenti (8)
categorie: musica, cultura, angolo dello sfogo, notizie roveretane


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