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domenica, 29 novembre 2009

Novecento



Dalla colonna sonora di Novecento (1976) di Bernarndo Bertolucci.
È un film eccessivo, politicamente manicheo. Ma da vedere.
Musica composta e diretta da Ennio Morricone.

Link:
Mission
Nuovo Cinema Paradiso
C'era una volta in America

 

postato da: GinoCerutti alle ore 22:52 | link | commenti (1)
categorie: musica, cinema, video

giovedì, 29 ottobre 2009

Mission



Colonna sonora di Mission (1986) di Roland Joffe. Diretta e composta da Ennio Morricone.
Mission è un film storico: riguarda le comunità ideate dai gesuiti  che difendervano gli indios dagli schiavisti europei. Riguarda il rapporto tra culture diverse, l'atteggiamento della Chiesa (o meglio: delle varie componenti che danno vita alla Chiesa) tra condivisione con gli oppressi e compromesso politico.
postato da: GinoCerutti alle ore 23:54 | link | commenti (2)
categorie: musica, cinema, video

giovedì, 15 ottobre 2009

Nuovo Cinema Paradiso



Colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore. Diretta e composta da Ennio Morricone.
postato da: GinoCerutti alle ore 23:38 | link | commenti (3)
categorie: musica, cinema, video

lunedì, 12 ottobre 2009

Nuovo Cineforum Rovereto | Autunno Inverno 09

martedì 13 ottobre

Appaloosa

Ed Harris, USA 08, 116’

 

Rappresentanti di una legge che non c’è, Virgil

(Ed Harris) e Everett (Viggo Mortensen) sono chiamati

dagli abitanti di Appaloosa, New Mexico, per

difendere il paese dalle angherie di Bragg (Jeremy

Irons). L’arrivo di una vedova bella e seducente (Renée

Zellweger) complicherà non poco le cose. Azione,

humor e introspezione per un western meditabondo

e metafisico, ripulito da ogni manierismo. Dialoghi

colti alla Chandler e atmosfere sospese tra Hawks,

Ford e Leone per un film a cavallo tra la tradizione

del genere e l’apertura a modelli narrativi poco

battuti, dove a trionfare non sarà certo il bene. Dopo

L’assassinio di Jesse James, capolavoro di Andrew

Dominik, un nuovo convincente passo verso

la riscrittura del western.

 

 

martedì 20 ottobre

Tony Manero

Pablo Larrain, Cile 08, 98’

 

Santiago del Cile, 1979. Raul, un uomo di mezza età

ossessionato dal mito di Tony Manero (il John Travolta

de La febbre del sabato sera), cerca la celebrità

partecipando ad un programma televisivo per sosia.

Sarà una scalata al successo disperata e torbida.

Dietro ai teatrini disadorni e ai pantaloni a zampa si

intravvedono i toni plumbei della dittatura di Pinochet,

mai evocata esplicitamente ma sempre presente.

Vincitore del Festival di Torino, un film straziante che

racconta la dittatura guardandola da un angolo

oscuro e desolato della periferia umana. «Dietro

questa piccola storia ignobile c’è una grande Storia,

ancora più orribile, che non è ancora finita».

Cinema che non lascia scampo.

 

 

martedì 27 ottobre

Amore e altri crimini

Stefan Arsenijevic, Serbia/Slovenia 08, 93’

 

Interno belgradese. Anica, Milutin e Stanislav sono

i vertici di uno strano triangolo amoroso, scandito

dall’infelicità e dalla contagiosa malinconia di

Besame mucho, la canzone di Consuelo Velasquez

a cui si aggrappano le vite grigie di una malconcia

malavita di periferia. L’esordio di Arsenijevic,

dotatissimo trentenne, è un coinvolgente affresco di

una Belgrado avvilita e senza sogni. Pur di fronte al

trionfo del cinismo e della violenza, il racconto si fa

ironico e stralunato, prendendo progressivamente la

forma di una «ballata dei sentimenti perduti». Girato

con crepuscolare delicatezza e molto ben recitato, un

film geometrico dalla felicissima vena creativa.

Nella Serbia straziata il cinema continua a essere

una cosa seria.

 

 

martedì 3 novembre

Sala conferenze del Mart

Mar nero

Federico Bondi, Ita 08, 95’

 

Gemma, una vedova inasprita dalla solitudine,

dalla malattia e dalla lontananza del figlio, si fa

aiutare in casa da Angela, una giovane rumena

appena arrivata in Italia. Muri linguistici e barriere

di diffidenza separano le loro vite, ma lentamente la

frustrazione e il disagio lasciano posto ad un’intima

complicità. Partendo da una storia vera, quella

della propria nonna, Bondi dirige con sincerità

e delicatezza «un piccolo ritratto dell’Europa che

cambia». Acclamato a Locarno, «un’opera importante,

densa, che commuove senza lacrime e cammina

inesorabile anche dopo che l’hai vista. E, zitta zitta,

ti regala cinema e solidarietà».

Coraggioso e intelligente.

 

 

lunedì 9 novembre

Nemico pubblico n. 1 - L’istinto di morte

Jean-François Richet, Fra 08, 113’

 

Tornato dalla guerra d’Algeria, Mesrine inizia una

lunga ascesa nella malavita, tra rapine e sparatorie,

esilii ed evasioni che lo renderanno il gangster più

famoso di Francia. Tratto dall’autobiografia scritta

in carcere dallo stesso Mesrine, la prima parte del

dittico dedicato al «Robin Hood di Francia» è una

straordinaria immersione nelle oscurità di un genere, il

polar, tornato agli antichi fasti. «Un carnevale di morte

e ferocia» impreziosito da un grande Vincent Cassel,

che si muove tra Gabin e Delon. «Per gli amanti del

genere una pacchia, per gli altri un tuffo in tutto quello

che ci siamo persi in questi anni addormentati».

«Un capolavoro teso fra realismo poetico e neopolar».

 

 

lunedì 16 novembre

Tulpan

Sergei Dvortsevoy, Rus 06, 100’

 

Asa, finito il servizio militare, torna nella steppa

kazaka per fare il pastore. Per ottenere un gregge

si deve però sposare. La scelta cade su Tulpan,

alla quale non piacciono le orecchie a sventola di

Asa... Rivelazione di Cannes 2008, un film che usa

lo spazio, la luce, i colori, i suoni, i ritmi di ciò che

accade per creare un mondo coerente e profondo,

esotico e insieme familiare. Un cinema di sguardi

in cui il protagonista è il paesaggio, carico di cieli

senza fine e orizzonti senza limite. «Se al cinema

cercate la meraviglia, se credete che lo spaesamento

sia un dono prezioso, se avete il sospetto che per

sentirsi altrove non si debba per forza viaggiare nel

cosmo, allora non perdetevi Tulpan».

 

 

martedì 24 novembre

Home

Ursula Meier, Bel 08, 95’

 

La vita di una tranquilla famiglia è messa a dura prova

dall’apertura di un’autostrada che scorre a pochi

metri dalla porta di casa. Non volendo cedere al

trasloco, Marthe, Michel e i loro tre figli cercheranno

di dare forma a una nuova, improbabile, normalità.

L’esordio alla regia di Ursula Meier, una vera e

propria rivelazione, è un impasto di cronaca familiare

e parabola apocalittica. «Un colpo ben dato nello

stomaco, un incrocio visionario tra il cinema delle

famigliole e l’incubo di domani», sospeso tra richiami

all’estetica iperrealista alla Tati e i cupi drammi

dell’anima alla Haneke. «In equilibrio geniale su una

follia extra-metropolitana da casello a casello, tra

corpo e mente contorta, una fiaba iper-dark con echi

grotteschi che rimandano a Godard e a Totò, a Wile

E. Coyote e a Simenon».

 

 

martedì 1 dicembre

Settimo cielo

Andreas Dresen, Ger 08, 98’

 

Frammenti di un insolito discorso amoroso. Inge

vive da trent’anni con Werner; un paio di calzoni

rammendati le fa conoscere Karl (anch’egli sopra i

settanta), col quale nasce un’accesa storia d’amore

fatta di baci, incontri furtivi, tenerezze e corse sotto

la pioggia. Un film inaspettato e coraggioso con

cui Dresen (pluripremiato nei festival internazionali)

accosta con pudore un tema assai poco praticato

dalla cinematografia, l’amore e il sesso alla terza

età. Una pellicola delicata e dura, in cui i corpi

si sostituiscono alle parole e l’asciuttezza della

messinscena trasuda misura e compostezza ad ogni

inquadratura. «Un piccolo film doloroso in cui l’amore

è insopprimibile, ma non trionfa. Un’iniezione di

verità».

 

 

martedì 08 dicembre

Il canto di Paloma

Claudia Llosa, Perù 08, 103’

 

Nata da uno stupro, Fausta assorbe dal latte materno

un grumo di fobie che le tolgono l’anima. Paralizzata

dalla paura per gli uomini, se ne difenderà con una

patata. Il secondo lungometraggio di Claudia Llosa

(premiata a Berlino con l’Orso d’oro), è una storia di

morte e di vita, di canti e di angoscia, che si sviluppa

per tratti delicati e allusioni. Un film di denuncia dalla

messinscena trattenuta, servita da un talento visionario

notevolissimo e da squarci di realismo magico carichi

di suggestione. La conferma della capacità del

cinema sudamericano di andare costantemente in

cerca di forme di racconto non scontate.

 

 

lunedì 14 dicembre

Wristcutters - una storia d’amore

Goran Dukic, USA 06, 88’

 

Zia, un lavoro normale in pizzeria, non riesce

a dimenticare Desiree. Inizierà con Eugene uno

strampalato viaggio alla ricerca dell’amata, che gli

farà incontrare la stravagante Mikal. Un road-movie

normale, non fosse ambientato nell’aldilà. Tratto dal

racconto Pizzeria Kamikaze dell’israeliano Etgar

Keret, un film di culto pluripremiato al Sundance

e in numerosi festival indipendenti. Una colonna

sonora d’eccezione (Tom Waits, Joy Division, Gogol

Bordello, Bobby Johnson), un cast spigliato (c’è

anche Tom Waits) per un film dedicato ai nostalgici

del primo Jarmush. «Un curioso road-movie che

mescola esistenzialismo slavo e commedia grottesca

americana».

 

 

martedì 22 dicembre

Taxi to the dark side

Alex Gibney, USA 07, 106’

 

Dilawar, un taxista afgano, viene portato alla base

dell’Air Force statunitense con l’accusa di essere

coinvolto in un attentato terroristico. Cinque giorni

più tardi morirà. A partire da questo episodio Alex

Gibney costruisce un implacabile documentario

sulla violazione dei diritti umani da parte

dell’amministrazione Bush. Nessuna concessione

alla spettacolarizzazione polemica alla Michael

Moore per questo viaggio nel lato oscuro della

politica internazionale, che al proclama preferisce

una costruzione del racconto tesa come un thriller.

Un quadro secco e amaro in cui «tutto è perfetto,

compreso il finale agghiacciante». Premiato come

miglior documentario al Tribeca Film Festival.

 

 

Come

Tessera associativa annuale 1 euro

Abbonamento per undici proiezioni 29 euro

Abbonamento ridotto per possessori di QT Card

e studenti fino ai 25 anni 24 euro

Ingresso singolo 5 euro

 

Dove

Auditorium Fausto Melotti

(Sala conferenze del Mart il 3 novembre)

corso Bettini 43 Rovereto

 

Quando

Gli spettacoli avranno inizio alle ore 21

L’ingresso è riservato ai soci con tessera.

Non è consentito l’ingresso ai minori di sedici anni.

Per cause dipendenti dalla distribuzione la data

di alcuni spettacoli potrebbe variare.

 

www.cineforumrovereto.it

posta@cineforumrovereto.it

Con il patrocinio del Comune di Rovereto,

Servizio Attività Culturali

postato da: okcomputer alle ore 19:30 | link | commenti
categorie: cinema

mercoledì, 23 settembre 2009

Educa



Rovereto, 25-26-27 settembre 2009.


EDUCA
è l'incontro nazionale che rimette l'educazione al centro della riflessione e dell'agire quotidiano. Una manifestazione che propone l'educazione come passione per il futuro, perché educare significa guardare al domani con speranza e consapevolezza, entusiasmo e responsabilità, sogni ed emozioni.
Bambini, ragazzi e giovani, genitori, insegnanti ed educatori sono i protagonisti  dei tre giorni a Rovereto per condividere la gioia, ma anche i dubbi dell'educare e cercare insieme le risposte.
 
EDUCA nasce dal riconoscimento che l'educazione è una delle leve fondamentali attraverso cui si agisce. L'obiettivo è rimettere al centro delle nostre riflessioni l'educazione che rende l'uomo competente e consapevole, la persona libera e creativa, il cittadino responsabile e dotato di senso civico, e la comunità accogliente e capace di futuro.
 
Il gruppo organizzatore rappresenta mondi diversi: la cooperazione sociale, l'amministrazione pubblica, la scuola, l'università, i centri di ricerca e formazione, gli editori, i media. Ma è un gruppo che non si ritiene esaustivo: al contrario ambisce a coinvolgere tutti coloro che ogni giorno educando si mettono in gioco, con passione ed entusiasmo, per assumere il compito coraggioso di costruire il futuro.Tra sogno e responsabilità, regole e libertà, famiglia e scuola, strada e cittadinanza, immaginazione e realtà. Perchè l'educazione non è proprietà di nessuno, ma responsabilità di tutti.
Cominciamo da qui.

(fonte educaonline.it)


Due eventi su tutti (grazie a L. per la segnalazione), i film documentario:


Terra Madre, di Ermanno Olmi. Venerdì 25, Auditorium Melotti, ore 21.

Da Torino alla Norvegia, dall'India a Roncade nel Veneto, Ermanno Olmi racconta in questo film-documentario la vita di contadini e pescatori che rispettano la natura e lavorano la terra assecondandone i ritmi. Una narrazione che è poesia, ma anche riflessione perchè mostra e dimostra che si può ritrovare un rapporto autentico e profondo con la terra, che è possibile resistere alle esasperazioni del mercato, alla devastazione dei suoli e all'inquinamento distruttivo.


The Age of Stupid, di Franny Armstrong (sarà presente in sala). Sabato 26, Pallazzo dell'Istuzione, ore 21.

Alla prima mondiale (22 settembre) hanno partecipato Kofi Annan, Gillian Anderson, l’attore nominato agli Oscar Pete Postlethwaite e i registi Franny Armstrong e Lizzie Gillett, alla presenza di importanti celebrità, attivisti e capi di stato che sono arrivati sul tappeto verde in barca, bicicletta, risciò, auto a pannelli solari o skateboard, in un cinema alimentato a energia solare nel centro di Manhattan. Tra i testimonial, anche Thom Yorke dei Radiohead.


Siamo nel 2055, il cambiamento climatico ha devastato il pianeta. Pete Postlethwaite (due nomination agli Oscar per "Nel Nome del Padre" e "I Soliti Sospetti") interpreta un uomo solo che vive
nell’Artico ormai sciolto dove ha creato l’Archivio Globale. Attraverso notizie e documentari del periodo dal 1950 al 2008 vuole capire perché e cosa è andato storto. Guardando nelle riprese del passato si chiede perché gli uomini non abbiano fermato tutto quando ancora ne avevamo la possibilità.

TRAILER

ANCHE I RADIOHEAD SI SONO SEMPRE DIMOSTRATI ATTENTI E PREOCCUPATI PER IL NOSTRO PIANETA.



postato da: okcomputer alle ore 11:01 | link | commenti (2)
categorie: ambiente, cinema, incontri, iniziative, conferenze

venerdì, 04 settembre 2009

Esperimenti di telecinesi

Vivo con la sensazione di una catastrofe imminente. Probabilmente, qualche sera fa, l'assunzione osmotica di tabasco e di Stalker - in reload per almeno tre volte - hanno agito da catalizzatori per la genesi di uno scenario del tutto cyberpunk. In questi casi, quando i crampi allo stomaco e lo spettro di lei rendono impossibile ogni forma di dialogo con Morfeo, indosso le mie pegasus comprate in saldo ed esco a farmi una corsa. Scendo fin dove il leno si congiunge con l'adige e mi siedo sulla panchina sulla quale, tempo fa, scrivemmo con il coltellino portato per la mela due lettere. Ti ricordi? Quante volte ti avrei voluto parlare con l'essenzialità di un fante, con l'eleganza di un murakami, con la dolcezza di B. Il sole sta per sorgere - 18 secondi prima dell'alba - il mio fuso orario è ancora regolato con il tuo. La pegasus ribelle mi ricorda che deve essere riallacciata. Il primo raggio di sole esita a posarsi sui miei occhi. Lascia perdere - forse domani.
Addio, questa volta per sempre.




La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l'uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l'albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell'esistenza.

Lo Stalker
postato da: okcomputer alle ore 11:44 | link | commenti
categorie: racconti, cinema, angolo dello sfogo

domenica, 02 agosto 2009

Si può fare

Segnalo un bel film di cui riporto di seguito la trama (presa da www.mymovies.it).



Milano, primi anni '80. Nello è un sindacalista dalle idee troppo avanzate per il suo tempo. Ritenuto scomodo all'interno del sindacato viene allontanato e "retrocesso" al ruolo di direttore della Cooperativa 180, un'associazione di malati di mente liberati dalla legge Basaglia e impegnati in (inutili) attività assistenziali. Trovandosi a stretto contatto con i suoi nuovi dipendenti e scovate in ognuno di loro delle potenzialità, decide di umanizzarli coinvolgendoli in un lavoro di squadra. Andando contro lo scetticismo del medico psichiatra che li ha in cura, Nello integra nel mercato i soci della Cooperativa con un'attività innovativa e produttiva.
"La follia è una condizione umana" dichiarava Basaglia, psichiatra. "In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla". Prima dell'introduzione in Italia della "legge 180/78", detta anche legge Basaglia, i manicomi erano spazi di contenimento fisico dove venivano utilizzati metodi sperimentali di ogni tipo, dall'elettroshock alla malarioterapia. Il film di Giulio Manfredonia si colloca proprio negli anni in cui venivano chiusi i primi ospedali psichiatrici e s'incarica di raccontare un mondo che il cinema frequenta raramente, non tanto quello trito e ritrito della follia, quanto quello dei confini allargati in una società impreparata ad accoglierne gli adepti. Attenzione però. Il regista evita accuratamente qualunque tipo di enfasi, sfiorando appena la drammaticità senza spettacolarizzarla, in favore di un impianto arioso, ridente, talvolta comico, letiziando lo spettatore con una commedia (umana) che diverte e allo stesso tempo fa riflettere.
Se Pippo Delbono nel documentario Grido mostrava una via alternativa alla pazzia attraverso il teatro, Manfredonia tramuta episodi reali - e nello specifico la storia della Cooperativa Sociale Noncello - in fiction, trattando con la dovuta discrezione un argomento tanto delicato che appartiene alla storia dell'Italia, nel rispetto di chi convive con l'infermità mentale e di chi ci lavora. La sceneggiatura scritta a quattro mani insieme all'autore del soggetto Fabio Bonifacci non ha falle e permette agli attori di immergersi nella condizione dei loro personaggi con grazia. Sebbene Claudio Bisio dia un'ottima prova recitativa nei panni di Nello, Si può fare è il frutto di un lavoro collettivo che vede tutti gli interpreti (compreso il regista) impegnati a ricreare un ambiente credibile nel quale far muovere a piccoli passi un ensemble di "matti" talmente autentici da strappare un applauso.

postato da: farronait alle ore 22:52 | link | commenti (2)
categorie: cultura, cinema

lunedì, 20 luglio 2009

C'era una volta in America



 
Dalla colonna sonora di C'era una volta in America (1984) di Sergio Leone. Composta e diretta da Ennio Morricone.

All'origine dell'ultimo film di Leone (1929-89) c'è il tempo con la sua vertigine. Come struttura narrativa, è un labirinto alla Borges, un giardino dai sentieri incrociati, una nuova confutazione del tempo. (...)
Alle sconnessioni temporali corrispondono le dilatazioni dello spazio: con sapienti incastri tra esterni autentici ed esterni ricostruiti in teatro, Leone accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso l'America metropolitana (e la storia del cinema su quell'America) che è reale e favoloso, archeologico e rituale. Sono spazi dilatati e trasfigurati dalla cinepresa; spazi anche sonori e musicali, riempiti dalla musica di E. Morricone e da motivi famosi: "Amapola", "Summertime", "Night and Day", "Yesterday". E un film di morte, iniquità, violenza, piombo, sangue, paura, amicizia virile, tradimenti. E di sesso. In questa fiaba di maschi violenti le donne sono maltrattate; la pulsione sessuale è legata all'analità, alla golosità, alla morte, soprattutto alla violenza. E l'America vista come un mondo di bambini.
da Il Morandini
postato da: GinoCerutti alle ore 23:37 | link | commenti
categorie: musica, cinema, video

venerdì, 20 febbraio 2009

Luigi Magni

Ebbene sì. Lo ammetto. Ho un debole per la commedia all’italiana.
Diversamente da Nanni Moretti, apprezzo Alberto Sordi.
E credo che Luigi Magni abbia girato dei film splendidi.

Ha attaccato il potere clericale.

IN NOME DEL PAPA RE (1977)


Ma ha saputo interpretare con grande sensibilità personaggi religiosi.

SECONDO PONZIO PILATO (1988)


In maniera straordinariamente godibile.

NELL'ANNO DEL SIGNORE (1969)
postato da: GinoCerutti alle ore 23:48 | link | commenti (2)
categorie: cinema, video

mercoledì, 04 febbraio 2009

Jazzin' Frames - Il Coltello nell'acqua

Ricordo che venerdì 6 febbraio ci sarà l'ultimo incontro con Jazzin' Frames presso la sala conferenze del Mart.

Proiezione di Il Coltello nell’acqua di Roman Polanski, inteso come omaggio al grande compositore e pianista jazz Krzysztof Komeda, autore delle musiche di questo capolavoro.


6 febbraio 2009 ore 21.00

sala conferenze del Mart

Ingresso libero

postato da: farronait alle ore 17:45 | link | commenti
categorie: cultura, cinema, incontri


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