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Mission
Nuovo Cinema Paradiso
C'era una volta in America
martedì 13 ottobre
Appaloosa
Ed Harris, USA 08, 116’
Rappresentanti di una legge che non c’è, Virgil
(Ed Harris) e Everett (Viggo Mortensen) sono chiamati
dagli abitanti di Appaloosa, New Mexico, per
difendere il paese dalle angherie di Bragg (Jeremy
Irons). L’arrivo di una vedova bella e seducente (Renée
Zellweger) complicherà non poco le cose. Azione,
humor e introspezione per un western meditabondo
e metafisico, ripulito da ogni manierismo. Dialoghi
colti alla Chandler e atmosfere sospese tra Hawks,
Ford e Leone per un film a cavallo tra la tradizione
del genere e l’apertura a modelli narrativi poco
battuti, dove a trionfare non sarà certo il bene. Dopo
L’assassinio di Jesse James, capolavoro di Andrew
Dominik, un nuovo convincente passo verso
la riscrittura del western.
martedì 20 ottobre
Tony Manero
Pablo Larrain, Cile 08, 98’
Santiago del Cile, 1979. Raul, un uomo di mezza età
ossessionato dal mito di Tony Manero (il John Travolta
de La febbre del sabato sera), cerca la celebrità
partecipando ad un programma televisivo per sosia.
Sarà una scalata al successo disperata e torbida.
Dietro ai teatrini disadorni e ai pantaloni a zampa si
intravvedono i toni plumbei della dittatura di Pinochet,
mai evocata esplicitamente ma sempre presente.
Vincitore del Festival di Torino, un film straziante che
racconta la dittatura guardandola da un angolo
oscuro e desolato della periferia umana. «Dietro
questa piccola storia ignobile c’è una grande Storia,
ancora più orribile, che non è ancora finita».
Cinema che non lascia scampo.
martedì 27 ottobre
Amore e altri crimini
Stefan Arsenijevic, Serbia/Slovenia 08, 93’
Interno belgradese. Anica, Milutin e Stanislav sono
i vertici di uno strano triangolo amoroso, scandito
dall’infelicità e dalla contagiosa malinconia di
Besame mucho, la canzone di Consuelo Velasquez
a cui si aggrappano le vite grigie di una malconcia
malavita di periferia. L’esordio di Arsenijevic,
dotatissimo trentenne, è un coinvolgente affresco di
una Belgrado avvilita e senza sogni. Pur di fronte al
trionfo del cinismo e della violenza, il racconto si fa
ironico e stralunato, prendendo progressivamente la
forma di una «ballata dei sentimenti perduti». Girato
con crepuscolare delicatezza e molto ben recitato, un
film geometrico dalla felicissima vena creativa.
Nella Serbia straziata il cinema continua a essere
una cosa seria.
martedì 3 novembre
Sala conferenze del Mart
Mar nero
Federico Bondi, Ita 08, 95’
Gemma, una vedova inasprita dalla solitudine,
dalla malattia e dalla lontananza del figlio, si fa
aiutare in casa da Angela, una giovane rumena
appena arrivata in Italia. Muri linguistici e barriere
di diffidenza separano le loro vite, ma lentamente la
frustrazione e il disagio lasciano posto ad un’intima
complicità. Partendo da una storia vera, quella
della propria nonna, Bondi dirige con sincerità
e delicatezza «un piccolo ritratto dell’Europa che
cambia». Acclamato a Locarno, «un’opera importante,
densa, che commuove senza lacrime e cammina
inesorabile anche dopo che l’hai vista. E, zitta zitta,
ti regala cinema e solidarietà».
Coraggioso e intelligente.
lunedì 9 novembre
Nemico pubblico n. 1 - L’istinto di morte
Jean-François Richet, Fra 08, 113’
Tornato dalla guerra d’Algeria, Mesrine inizia una
lunga ascesa nella malavita, tra rapine e sparatorie,
esilii ed evasioni che lo renderanno il gangster più
famoso di Francia. Tratto dall’autobiografia scritta
in carcere dallo stesso Mesrine, la prima parte del
dittico dedicato al «Robin Hood di Francia» è una
straordinaria immersione nelle oscurità di un genere, il
polar, tornato agli antichi fasti. «Un carnevale di morte
e ferocia» impreziosito da un grande Vincent Cassel,
che si muove tra Gabin e Delon. «Per gli amanti del
genere una pacchia, per gli altri un tuffo in tutto quello
che ci siamo persi in questi anni addormentati».
«Un capolavoro teso fra realismo poetico e neopolar».
lunedì 16 novembre
Tulpan
Sergei Dvortsevoy, Rus 06, 100’
Asa, finito il servizio militare, torna nella steppa
kazaka per fare il pastore. Per ottenere un gregge
si deve però sposare. La scelta cade su Tulpan,
alla quale non piacciono le orecchie a sventola di
Asa... Rivelazione di Cannes 2008, un film che usa
lo spazio, la luce, i colori, i suoni, i ritmi di ciò che
accade per creare un mondo coerente e profondo,
esotico e insieme familiare. Un cinema di sguardi
in cui il protagonista è il paesaggio, carico di cieli
senza fine e orizzonti senza limite. «Se al cinema
cercate la meraviglia, se credete che lo spaesamento
sia un dono prezioso, se avete il sospetto che per
sentirsi altrove non si debba per forza viaggiare nel
cosmo, allora non perdetevi Tulpan».
martedì 24 novembre
Home
Ursula Meier, Bel 08, 95’
La vita di una tranquilla famiglia è messa a dura prova
dall’apertura di un’autostrada che scorre a pochi
metri dalla porta di casa. Non volendo cedere al
trasloco, Marthe, Michel e i loro tre figli cercheranno
di dare forma a una nuova, improbabile, normalità.
L’esordio alla regia di Ursula Meier, una vera e
propria rivelazione, è un impasto di cronaca familiare
e parabola apocalittica. «Un colpo ben dato nello
stomaco, un incrocio visionario tra il cinema delle
famigliole e l’incubo di domani», sospeso tra richiami
all’estetica iperrealista alla Tati e i cupi drammi
dell’anima alla Haneke. «In equilibrio geniale su una
follia extra-metropolitana da casello a casello, tra
corpo e mente contorta, una fiaba iper-dark con echi
grotteschi che rimandano a Godard e a Totò, a Wile
E. Coyote e a Simenon».
martedì 1 dicembre
Settimo cielo
Andreas Dresen, Ger 08, 98’
Frammenti di un insolito discorso amoroso. Inge
vive da trent’anni con Werner; un paio di calzoni
rammendati le fa conoscere Karl (anch’egli sopra i
settanta), col quale nasce un’accesa storia d’amore
fatta di baci, incontri furtivi, tenerezze e corse sotto
la pioggia. Un film inaspettato e coraggioso con
cui Dresen (pluripremiato nei festival internazionali)
accosta con pudore un tema assai poco praticato
dalla cinematografia, l’amore e il sesso alla terza
età. Una pellicola delicata e dura, in cui i corpi
si sostituiscono alle parole e l’asciuttezza della
messinscena trasuda misura e compostezza ad ogni
inquadratura. «Un piccolo film doloroso in cui l’amore
è insopprimibile, ma non trionfa. Un’iniezione di
verità».
martedì 08 dicembre
Il canto di Paloma
Claudia Llosa, Perù 08, 103’
Nata da uno stupro, Fausta assorbe dal latte materno
un grumo di fobie che le tolgono l’anima. Paralizzata
dalla paura per gli uomini, se ne difenderà con una
patata. Il secondo lungometraggio di Claudia Llosa
(premiata a Berlino con l’Orso d’oro), è una storia di
morte e di vita, di canti e di angoscia, che si sviluppa
per tratti delicati e allusioni. Un film di denuncia dalla
messinscena trattenuta, servita da un talento visionario
notevolissimo e da squarci di realismo magico carichi
di suggestione. La conferma della capacità del
cinema sudamericano di andare costantemente in
cerca di forme di racconto non scontate.
lunedì 14 dicembre
Wristcutters - una storia d’amore
Goran Dukic, USA 06, 88’
Zia, un lavoro normale in pizzeria, non riesce
a dimenticare Desiree. Inizierà con Eugene uno
strampalato viaggio alla ricerca dell’amata, che gli
farà incontrare la stravagante Mikal. Un road-movie
normale, non fosse ambientato nell’aldilà. Tratto dal
racconto Pizzeria Kamikaze dell’israeliano Etgar
Keret, un film di culto pluripremiato al Sundance
e in numerosi festival indipendenti. Una colonna
sonora d’eccezione (Tom Waits, Joy Division, Gogol
Bordello, Bobby Johnson), un cast spigliato (c’è
anche Tom Waits) per un film dedicato ai nostalgici
del primo Jarmush. «Un curioso road-movie che
mescola esistenzialismo slavo e commedia grottesca
americana».
martedì 22 dicembre
Taxi to the dark side
Alex Gibney, USA 07, 106’
Dilawar, un taxista afgano, viene portato alla base
dell’Air Force statunitense con l’accusa di essere
coinvolto in un attentato terroristico. Cinque giorni
più tardi morirà. A partire da questo episodio Alex
Gibney costruisce un implacabile documentario
sulla violazione dei diritti umani da parte
dell’amministrazione Bush. Nessuna concessione
alla spettacolarizzazione polemica alla Michael
Moore per questo viaggio nel lato oscuro della
politica internazionale, che al proclama preferisce
una costruzione del racconto tesa come un thriller.
Un quadro secco e amaro in cui «tutto è perfetto,
compreso il finale agghiacciante». Premiato come
miglior documentario al Tribeca Film Festival.
Come
Tessera associativa annuale 1 euro
Abbonamento per undici proiezioni 29 euro
Abbonamento ridotto per possessori di QT Card
e studenti fino ai 25 anni 24 euro
Ingresso singolo 5 euro
Dove
Auditorium Fausto Melotti
(Sala conferenze del Mart il 3 novembre)
corso Bettini 43 Rovereto
Quando
Gli spettacoli avranno inizio alle ore 21
L’ingresso è riservato ai soci con tessera.
Non è consentito l’ingresso ai minori di sedici anni.
Per cause dipendenti dalla distribuzione la data
di alcuni spettacoli potrebbe variare.
Con il patrocinio del Comune di Rovereto,
Servizio Attività Culturali

ANCHE I RADIOHEAD SI SONO SEMPRE DIMOSTRATI ATTENTI E PREOCCUPATI PER IL NOSTRO PIANETA.



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