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Dal sito hubrovereto.wordpress.com
Giovedì prossimo 26 Novembre organizzeremo un incontro presso l’hotel Nerocubo di Rovereto sul tema dell’arte come strumento di interazione. Due ore dense di contenuti e di esperienze concrete a cui partecipare portando le vostre idee e i vostri progetti per farli conoscere e confrontarli con i punti di vista degli altri partecipanti alla serata. Si parlerà di arte, di ambiente e di design ma non sarà un appuntamento dedicato esclusivamente a chi si occupa tutti i giorni di questo: come sapete a noi di Hub piace mescolare, quindi siete tutti invitati!
Se pensate di partecipare vi chiediamo per comodità di comunicarlo al nostro indirizzo mail hubrovereto[chiocciola]gmail[punto]com
A presto!
Quest’anno è il 200° dalla rivolta di Andreas Hofer contro l’invasione franco-bavarese.
L’espansionismo napoleonico stava sconvolgendo l’Europa.
Francisco Goya non poteva di certo essere considerato un "reazionario" (si pensi a Il sonno della ragione genera mostri) ma ritrasse un episodio della violenta repressione napoleonica contro la Resistenza spagnola.

Francisco Goya, Il 3 maggio,1808
olio su tela
Museo del Prado, Madrid
In occasione delle celebrazioni di 25 anni fa Alexander Langer riscopriva l’attualità di quegli avvenimenti, senza confondersi con chi –c'è anche nel ricordo di questi giorni- occupa lo spazio che dovrebbe essere delle analisi storiche con scontri tra opposte tifoserie.
Andreas Hofer, l'imperatore, i francesi e noi
Alexander Langer
1.3.1984, Da "Letture Trentine"
Non c'è dubbio che per i tirolesi alternativi o di sinistra sia un po' difficile scaldarsi per l'anno hoferiano. Anni e anni di culto dell'eroismo tirolese "anno 1809" ci sono passati sopra con le più svariate e sempre efficaci strumentalizzazioni. Nel 1959 tutta la preparazione degli attentati dei primi anni '6o (quelli più autenticamente tirolesi, intendo) si è intrecciata con i festeggiamenti hoferiani. (...) L'epopea di un popolo che si solleva perché rivuole il suo " ancien régime" e il suo imperatore, anche quando costui lo ha già abbandonato, e che va sulle barricate per riavere le sue processioni e le sue gerarchie sociali, non ispira entusiasmi a chi oggi si trova a lottare contro un regime che ancora usa con tanto successo il cemento ecclesiastico, nostalgico, autoritario, gerarchico e reazionario.
(..)
D'altro canto esiste un episodio illuminante che testimonia della percezione deliberatamente selettiva dell'esempio hoferiano: l'unico gruppo partigiano sudtirolese, nel periodo nazista, si era denominato "Andreas-Hofer-Bund" ed operava prevalentemente in Val Passiria, ma è stato rimosso dalla memoria sudtirolese (..). Mentre per certi periodi storici è possibile contrapporre degli "eroi alternativi" a quelli ufficiali p. es. i pacifisti ai guerrieri, i dissidenti ai dittatori, le donne qualunque agli uomini di Stato, ecc. e quindi ritagliarsi uno spazio di contestazione e magari di anti-festeggiamenti, tutto ciò non funziona per il periodo della rivolta anti-francese e anti-bavarese dei tirolesi. Non si trovano facili identificazioni. Né si vorrebbe stare senza riserve dalla parte dell'oste passiriano che lottava in nome della restaurazione del buon tempo antico cattolico e imperiale contro il pericolo rivoluzionario e illuminista, ma bisogna pur riconoscere con rispetto e simpatia che si è trattato di una autentica sollevazione partigiana, di contadini in lotta per difendere la propria piccola patria contro gli usurpatori e oppressori, incuranti della ragion di Stato che li aveva già sacrificati. Tanto meno ci si può schierare dalla parte degli occupanti franco-bavaresi, anche se andrebbe apprezzata più di una delle loro riforme illuminate, soprattutto a confronto con la restaurazione metternichiana seguita al congresso di Vienna.
(…)
Fin dalla sconfitta dei contadini rivoluzionari di Gaismair, nel '500, c'è una infausta costante che attraversa la storia tirolese. Innovazioni, progressi, aperture, riforme non scaturiscono più dalla forza propria del popolo tirolese (che per lunghi secoli si lecca le ferite della sconfitta dei contadini rivoltosi), ma provengono ormai solo dall'esterno. L'illuminismo arriva sulle baionette dei battaglioni franco-bavaresi; il liberalismo viene imposto dal governo di Vienna, al quale il Tirolo si oppone (nella seconda meta dell'Ottocento) in un lungo e tenace "Kulturkampf"; le idee socialiste vengono ben presto identificate soprattutto nella parte meridionale del Tirolo come "walsch", "italiane", e così diventa più facile denunciarle e combatterle, imputando al "socialismo" oltretutto i peccati del dominio italiano nel Sudtirolo (del tutto a sproposito) e individuando nella sinistra una specie di cavallo di Troia della snazionalizzazione italiana. Grazie alla circostanza che le idee nuove vengono sempre da fuori, sarà agevole diffamarle e isolarle. Di converso diventerà dovere civico, quasi patriottico, dei tirolesi, assumere posizioni conservatrici quando non reazionarie. Una sola volta, nel tempo recente, un'idea nuova ed "esterna" ha trovato adesione nel Tirolo, nonostante l'opposizione di buona parte del clero: era il caso del nazismo, che non e stato smascherato e combattuto come "corpo estraneo", ma invece venne accolto dalla gran parte dei tirolesi come il più adeguato antidoto all'infezione socialista e repubblicana (nel Nordtirolo) e all'oppressione nazionalista italiana (nel Sudtirolo). Ci sarebbe quindi una cosa cui pensare utilmente nell'anno del "giubileo" (inventato ed enfatizzato per tutt'altri scopi): come promuovere la critica e il rinnovamento della società tirolese dall'interno, in maniera tale da non farsi respingere dagli anticorpi posti a vigilanza contro le infiltrazioni estranee, senza per questo perdere legami sufficientemente solidi con i movimenti e le correnti di rinnovamento nella più ampia Europa? Chi non scioglie questo dilemma, finirà sempre per bloccarsi alle soglie della coscienza tirolese (come l'illuminismo, il liberalismo, il socialismo, ecc.) o per essere isolato e tradito da qualsiasi Raffl del caso, una volta che l'accordo tra l'imperatore ed i francesi abbia tolto ogni respiro e prospettiva alla rivolta.
Link: Hofer: 200 anni fa la battaglia di Mori


Nei giorni 15, 16 e 17 maggio la città di Trento sarà coinvolta nelle più accattivanti performance live: pittura, scultura, body painting, street art, land art, illustrazione, scrittura, video art, fotografia, recycle art, manualità, architettura, musica, design, teatro, cosplay, tuning art, moda, light design, cucina, grafica, in generale tutte le arti visuali. Non mancheranno deliziosi assaggi, un salotto relax ed alcuni special creative guest.
La partecipazione è libera ed è aperta a tutti.
Programma (pdf)
Locandina (pdf)
CONTATTI: container@oasidarte.it | Tel: 377/2020495 Fax: 0461 865481 (dalle 9 alle 12)
Da Museo Civico

Fausto Melotti. Lo spazio inquieto.
Incisioni, disegni, ceramiche, sculture
mostra temporanea
6 marzo - 9 maggio 2009
Galleria Transarte, via Valbusa Grande 2, Rovereto
prodotta da Transarte srl
con il patrocinio del Comune di Rovereto
in collaborazione con Museo Civico di Rovereto, Fondazione Opera Campana dei Caduti, Calycanthus, La cucina di Calycanthus, Filippini Art
a cura di Micaela Sposito
presentazione di Gillo Dorfles
contributi di Mario Cossali e Sergio Poggianella
Inaugurazione:
venerdì 6 marzo, ore 19
Orario di apertura:
dal martedì al sabato, ore 16-19, ingresso libero e gratuito
(pausa festività pasquali dal 9 al 15 aprile)
Informazioni:
tel e fax 0464.432326 | info@transarte.it | www.transarte.it
Catalogo:
AlcionEdizioni, Lavis (TN)
Mostra dedicata ad uno tra gli artefici del rinnovamento dell’arte plastica del Novecento, che nella città della quercia ha avuto i natali.
In mostra una selezione di oltre 80 opere, dal 1936 al 1985, attraverso le quali si ripercorrono alcune delle tappe più significative del percorso creativo di Fausto Melotti, a partire dalla lezione di Adolfo Wildt (suo maestro all’Accademia di Brera dal 1928), sino agli esiti degli anni Settanta e Ottanta, improntati al rifiuto del monumentale e del retorico, come a principi e valori musicali (il ritmo delle strutture, la modulazione, l’armonia, la vibrazione, il contrappunto) per dare espressione ad uno spirito versatile.
La rassegna è l’occasione per esporre alcuni inediti (una figura femminile in ceramica smaltata policroma del 1953, un "cartoccio" ancora in ceramica degli anni Sessanta, sei tecniche miste su carta probabilmente prodotte tra il 1970 ed il 1980, due incisioni, oltre ad una serie di prove d’autore delle sue più note incisioni), e soprattutto per festeggiare il ritorno a Rovereto della Madonna in bronzo che nel 1936 Fausto Melotti donò, dedicandola, a Don Antonio Rossaro.
APPUNTAMENTI
sabato 7 marzo | ore 11
OPERA CAMPANA DEI CADUTI
Colle di Miravalle | ingresso libero
Fausto Melotti e la Madonna di Don Rossaro
introduce Alberto Robol; intervengono Gillo Dorfles, Giovanni Marzari, Sergio Poggianella
Viene presentata la Madonna che nel 1936 Fausto Melotti dona a Don Antonio Rossaro, in occasione del suo venticinquesimo anno di sacerdozio. La scultura rimarrà in esposizione presso la Fondazione Opera Campana dei Caduti sino a maggio 2009.
sabato 14 marzo | ore 11
CALYCANTHUS
Piazza Erbe 26 | ingresso libero
Le incisioni inedite di Fausto Melotti
inaugurazione mostra e incontro con Giovanni Marzari | aperitivo a cura di 'La cucina di Calycanthus'
La mostra presso “Calycanthus. Uno spazio per l’arte” potrà visitarsi dalle ore 10.30 alle ore 12.30 nelle seguenti giornate: sabato 14 marzo, sabato 21 marzo, sabato 28 marzo, sabato 4 aprile.
giovedì 19 marzo | ore 18
GALLERIA TRANSARTE
Via Valbusa Grande 2 | ingresso libero
I gioielli-scultura di Marco Rigovacca
in collaborazione con Prima Pagina e Collezioni Laboratorio Piva; presenta Ornella Frisinghelli
Padovano, architetto, Marco Rigovacca è un artista di gioielli, vere e proprie sculture à-porter, dall’effetto concettuale e sofisticato; le sue creazioni – anelli, colliers, mono-orecchini – in passerella presentate da Ornella Frisinghelli.
venerdì 20 marzo | ore 18
CALYCANTHUS
Piazza Erbe 26 | ingresso libero
Miracoli, dalle poesie di Fausto Melotti
Gigi Zoppello, voce recitante; Trio Broz, musica per archi | aperitivo a cura di 'La cucina di Calycanthus'
con Barbara Broz al violino, Klaus Broz al violoncello e Giada Broz alla viola
venerdì 27 marzo | ore 18
CALYCANTHUS
Piazza Erbe 26 | ingresso libero
Viaggi, dalle poesie di Fausto Melotti
Gigi Zoppello, voce recitante; Emilia Campagna, pianoforte | aperitivo a cura di 'La cucina di Calycanthus'




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