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In risposta alla competion sullo sviluppo sostenibile Premio Ambiente Euregio 2009 lanciata dall'APPA del trentino e dall'Euregio (Trentino, Alto-Adige, Tirolo), e al post dell'occhio di qualche tempo fa , nelle scora settimane un gruppo di lavoro legato all'occhio ha elaborato una proposta di progetto, prendendo come "laboratorio sperimentale" delle soluzioni di risparmio energetico individuate lo studentato universitario San Bartolomeo di Trento.
Per chi fosse interessato ad approfondire, è possibile trovare maggiori dettagli sul progetto qui sotto:
(click con pulsante sinistro, il salva con nome del pulsante destro non so perchè non funziona)
Delitto perfetto al San Bartolomeo ![]()
Allegato Tecnico A ![]()
Allegato Memoranda B ![]()
Crueza, Fontesinho Deformatio Roazzo von Shattenberg e Pequena
Ha preso il via la prima edizione del Premio Ambiente Euregio Tirol-Alto Adige-Trentino 2009, quest’anno organizzato in ambito interregionale, sul piano dell’Euregio Tirol-Alto Adige-Trentino.
Il Premio Ambiente Euregio è un progetto comune dell’Abteilung Umweltschutz/Tirol, dell’Agenzia provinciale per l’ambiente/Alto Adige, dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente/Trentino e la Transkom Sas di Bolzano, con la collaborazione di Ambiente Trentino, il portale del Trentino sostenibile.
Il concorso è la continuazione ideale del Premio Ambiente Trentino Alto Adige (nella cui ultima edizione sono stati presentati ben ottanta progetti), nato cinque anni fa: da quest’anno il Premio si allarga e supera i confini nazionali per coinvolgere anche il Tirolo austriaco.
L’obiettivo del concorso è il rafforzamento della convinzione che la sfida della sostenibilità ambientale può essere vinta solo se a fianco delle tante iniziative locali si lavora su dimensioni più grandi e di area. Oggi i temi dello sviluppo sostenibile — dalla mobilità alle energie pulite, dalla tutela del suolo e dell’acqua all’equilibrio tra turismo e identità locale — sono temi che non conoscono confini e che richiedono l’impegno di tutte le organizzazioni sovranazionali.
Il premio verrà assegnato alla migliore iniziativa in materia ambientale svolta nella zona dell’Euregio nel periodo 2008-2009, con lo scopo di dare rilevanza e visibilità a quei progetti o a quelle idee che esprimano in maniera convinta un impegno attivo e concreto in campo ambientale, sia in ambito provinciale (con una nomination dei migliori progetti della provincia di Trento) che in ambito sovraregionale (con l’assegnazione vera e propria del premio). Al concorso possono partecipare privati e persone giuridiche residenti o con sede legale nella regione Trentino Alto Adige o in Tirolo. Il premio si rivolge quindi alle imprese (private, individuali, cooperative, consorzi, organizzazioni non profit) di produzione di beni e servizi, agli enti locali, alle scuole, alle associazioni e ai singoli cittadini.
Il bando di concorso scade il 6 novembre 2009.
Bando
Scarto annuale della temperatura media globale rispetto al valore medio del periodo 1951-1980 (qui definito come valore 0). La curva rappresenta una sorta di media fatta su più anni (Policymakers’ Summary, Climate Change: The IPCC Scientifica Assessment, Cambridge University Press, 1990).
Riprendo il grafico da T.E. Graedel e P.J. Crutzen (1993), “Atmospheric Change. An Earth System Perspective”, New York, W H Freeman

La forte crescita e il seguente calo in corrispondenza della Seconda Guerra Mondiale sembrerebbero in gran parte (probabilmente non del tutto) imputabili ad errori di misura sulle temperature oceaniche.
D.W.J. Thompson et al., “A large discontinuity in the mid-twentieth century in observed global-mean surface temperature”, Nature, London, Nature Publishing Group, vol. 453, 29 maggio 2008, pp. 646-650 http://www.nature.com/nature/journal/v453/n7195/full/nature06982.html
Temperature misurate in Italia e messe a disposizione dall’ISAC

Notare che nel grafico globale le tacche dell'asse delle ordinate corrispondono a decimi di °C, qui corrispondono a gradi centigradi.
Link: Grafici che ci parlano
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Il 15 ottobre è indetto un apuntamento virtuale per tutti i bloggers che intendono pubblicare un post inerente il cambiamento climatico. L'intento è quello di raggiungere contemporaneamte il maggior numero di persone in tutto il modo e poter condividere con loro idee, progetti, sogni per provare a migliorare la condizione di salute precaria del nostro pianeta. Potremmo pensare di scrivere qualcosa, che ne dite? Idee? http://www.blogactionday.org/ |

ANCHE I RADIOHEAD SI SONO SEMPRE DIMOSTRATI ATTENTI E PREOCCUPATI PER IL NOSTRO PIANETA.

Riporto da www.terranauta.it/
Piatti di plastica: ecco perché non si riciclano
di Virginia Greco
(...)
Ma perché piatti, bicchieri e posate di plastica non si riciclano?
Questa è una domanda ricorrente tra i consumatori. È forse colpa del tipo di materiale plastico usato? Dello spessore? Sono gettati via troppo sporchi?
La realtà è che si tratta solo di un problema legislativo. Le normative europea ed italiana prevedono, infatti, l’obbligo di riciclaggio solo per i prodotti in plastica che rappresentano imballaggi. E’ sancita per legge la responsabilità condivisa, in fatto di raccolta e riciclo degli imballaggi (indipendentemente dal materiale di cui sono costituiti, quindi plastiche come anche carta, cartone, alluminio, vetro, ecc.), tra i produttori e le pubbliche amministrazioni.
La normativa stabilisce, in pratica, il principio che chi inquina deve pagare, ossia deve assumersi l’onere economico del trattamento opportuno dei prodotti dopo il loro scarto. Le amministrazioni (tramite società pubblico-private ed ex municipalizzate) recuperano gli imballaggi dalle abitazioni dei singoli cittadini, dagli uffici e dai piccoli esercizi commerciali. I produttori, invece, riuniti in specifici consorzi nazionali, li raccolgono presso i grandi esercizi commerciali e le aziende. Tali consorzi versano ai Comuni un corrispettivo economico che ha lo scopo di coprire le spese legate alla raccolta differenziata e all’avvio verso il riciclo. Il recupero delle materie plastiche è di competenza del COREPLA (COnsorzio Recupero PLAstica), che confluisce insieme agli altri consorzi di filiera nel CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi).
Piatti, bicchieri e posate di plastica non si riciclano, dunque, esclusivamente perché non costituiscono imballaggi, pertanto i produttori non versano per essi alcun contributo al CONAI. Ciò non impedisce alle singole amministrazioni pubbliche di recuperare le stoviglie in plastica ed avviare anch’esse al riciclo. Ma ovviamente tale processo ha un costo non indifferente che i Comuni, mancando il contributo da parte delle aziende produttrici, spesso non possono affrontare.
A tal proposito occorre fare un’ulteriore precisazione: ciò che fa di un oggetto in plastica un imballaggio non è la materia di cui è composto o la sua forma, bensì l’uso che se ne fa. In pratica, se un produttore o un supermercato utilizzano dei comuni piatti di plastica per porci dentro una merce, che viene sigillata poi con della pellicola, tanto il piatto quanto il cellophane sono classificati come imballaggi: di conseguenza un contributo viene per essi versato al CONAI e quindi tali prodotti possono essere riciclati. Gli stessi piatti e la stessa pellicola venduti al cliente come prodotti a sé stanti, nelle proprie confezioni, non sono considerati imballaggi: dunque niente contributo e niente riciclaggio. Questa è la più chiara dimostrazione che ciò che conta non è la consistenza, lo spessore e neppure il grado di pulizia del prodotto, bensì solo l’impiego.
Quest’ultima distinzione un tempo non era presente, quindi piatti e recipienti simili erano esclusi a priori. La direttiva europea dell’11 febbraio 2004 ha invece esteso la definizione di imballaggio, per cui anche i contenitori progettati e destinati ad essere riempiti nel punto vendita sono soggetti agli obblighi di raccolta differenziata. Possono essere dunque posti nel contenitore per la plastica, oltre ai classici flaconi, barattoli e bottiglie, anche sacchetti e borse della spesa, piatti e vasetti (inclusi quelli dello yogurt), pellicole e plastiche trasparenti, reti per frutta e verdura nonché vaschette e strutture di polistirolo.
Restano ovviamente esclusi dalla raccolta penne e pennarelli, giocattoli e parti plastiche di elettrodomestici rotti, tutti i tipi di posate e… piatti e bicchieri usa e getta impiegati in casa.
È naturale che ci si chieda come possano essere nella pratica distinti i piatti e i bicchieri impiegati dai negozi come imballaggi da quelli consumati in casa. Nella maggior parte delle situazioni quelli adottati dai supermercati sono diversi, più spessi; nel caso siano esattamente uguali, la faccenda è a discrimine del Comune. È evidente che, data la sottigliezza della questione, è più probabile che tali prodotti vengano semplicemente inviati all’incenerimento.
Sarebbe forse opportuno, dunque, che si introducesse l’obbligo di pagamento dell’onere di riciclo per i produttori di stoviglie usa e getta, a prescindere dell’impiego specifico che ne verrà fatto.
Resta comunque indubbio che noi consumatori abbiamo il potere di scegliere, quindi possiamo evitare in ogni caso di ricorrere a tali utensili. E se proprio non riusciamo a farne a meno, possiamo prediligere quelli realizzati in bioplastiche, come il MAterBi e il Pla, le quali provengono da materie prime vegetali e pertanto biodegradabili tramite compostaggio (come i rifiuti organici).
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