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giovedì, 12 novembre 2009

Incontro: la mobilità a Rovereto

A tutti gli interessati, segnalo il seguente appuntamento  sul tema della MOBILITA' ROVERETANA

Venerdì 20 novembre ad ore 20.00

Centro Civico Brione - ROVERETO

postato da: farronait alle ore 19:12 | link | commenti (1)
categorie: ambiente, incontri, iniziative, mobilità, politica roveretana

E' tempo di sterminare gli animali domestici?

di Ugo Bardi
Pare che i veterinari italiani stiano ricevendo richieste sempre più frequenti di sopprimere cani e gatti perfettamente sani. La gente, semplicemente, non ce la fa più a trovare i soldi per nutrirli. E' in questo clima certamente non simpatico che si inserisce un libro che ha suscitato un certo interesse "Time to eat the dog" ("E' tempo di mangiare il cane") di Brenda e Robert Vale. Secondo quanto riportato nell'articolo di Repubblica, che ha dato inizio alla discussione in Italia, gli autori sostengono che un cane di grossa taglia consumerebbe più risorse di una SUV in termini di energia.
CONTINUA CLICCANDO QUI
postato da: GinoCerutti alle ore 09:39 | link | commenti
categorie: libri, ambiente, energia

venerdì, 06 novembre 2009

Premio Ambiente Euregio 2009 - Atto Secondo

In risposta alla competion sullo sviluppo sostenibile Premio Ambiente Euregio 2009 lanciata dall'APPA del trentino e dall'Euregio (Trentino, Alto-Adige, Tirolo), e al post dell'occhio di qualche tempo fa , nelle scora settimane un gruppo di lavoro legato all'occhio ha elaborato una proposta di progetto, prendendo come "laboratorio sperimentale" delle soluzioni di risparmio energetico individuate lo studentato universitario San Bartolomeo di Trento.



Per chi fosse interessato ad approfondire, è possibile trovare maggiori dettagli sul progetto qui sotto:

(click con pulsante sinistro, il salva con nome del pulsante destro non so perchè non funziona)



Delitto perfetto al San Bartolomeo



Allegato Tecnico A


Allegato Memoranda B



Crueza, Fontesinho Deformatio Roazzo von Shattenberg e Pequena

lunedì, 05 ottobre 2009

Premio Ambiente Euregio Tirol-Alto-Adige-Trentino

Ha preso il via la prima edizione del Premio Ambiente Euregio Tirol-Alto Adige-Trentino 2009, quest’anno organizzato in ambito interregionale, sul piano dell’Euregio Tirol-Alto Adige-Trentino.

Il Premio Ambiente Euregio è un progetto comune dell’Abteilung Umweltschutz/Tirol, dell’Agenzia provinciale per l’ambiente/Alto Adige, dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente/Trentino e la Transkom Sas di Bolzano, con la collaborazione di Ambiente Trentino, il portale del Trentino sostenibile.

Il concorso è la continuazione ideale del Premio Ambiente Trentino Alto Adige (nella cui ultima edizione sono stati presentati ben ottanta progetti), nato cinque anni fa: da quest’anno il Premio si allarga e supera i confini nazionali per coinvolgere anche il Tirolo austriaco.

L’obiettivo del concorso è il rafforzamento della convinzione che la sfida della sostenibilità ambientale può essere vinta solo se a fianco delle tante iniziative locali si lavora su dimensioni più grandi e di area. Oggi i temi dello sviluppo sostenibile — dalla mobilità alle energie pulite, dalla tutela del suolo e dell’acqua all’equilibrio tra turismo e identità locale — sono temi che non conoscono confini e che richiedono l’impegno di tutte le organizzazioni sovranazionali.

Il premio verrà assegnato alla migliore iniziativa in materia ambientale svolta nella zona dell’Euregio nel periodo 2008-2009, con lo scopo di dare rilevanza e visibilità a quei progetti o a quelle idee che esprimano in maniera convinta un impegno attivo e concreto in campo ambientale, sia in ambito provinciale (con una nomination dei migliori progetti della provincia di Trento) che in ambito sovraregionale (con l’assegnazione vera e propria del premio). Al concorso possono partecipare privati e persone giuridiche residenti o con sede legale nella regione Trentino Alto Adige o in Tirolo. Il premio si rivolge quindi alle imprese (private, individuali, cooperative, consorzi, organizzazioni non profit) di produzione di beni e servizi, agli enti locali, alle scuole, alle associazioni e ai singoli cittadini.

Il bando di concorso scade il 6 novembre 2009.

Bando

postato da: CruezaDeMa alle ore 16:58 | link | commenti
categorie: ambiente, energia, iniziative, politica trentina, politica sudtirolese, politica roveretana

Alto Adige, autoarchia energetica e l'ambizioso obbiettivo della regione Piemonte

DOBBIACO - In vista della conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen, le regioni alpine giocano la carta dell'autarchia energetica. Ad assumere a tutti gli effetti la leadership è l'Alto Adige che ha annunciato oggi ai Colloqui di Dobbiaco, storico evento di dialogo culturale e scientifico sull'ecologia che ha preso il via nella località altoatesina, che la Provincia intende eliminare l'utilizzo di fonti fossili entro il 2020.

"Attualmente abbiamo già un bilancio intermedio che evidenzia che il 56% del fabbisogno energetico è raggiunto utilizzando fonti rinnovabili - spiega l'assessore all'ambiente e energia della Provincia autonoma, Michl Laimer - il nostro piano è quello di raggiungere il 75% nel 2013 e il 100% entro il 2020. Per fare un raffronto nel 2005 la quota delle rinnovabili in Svezia era al 39,8%, in Finlandia al 28,5%, in Austria al 23,3%, in Germania al 5 e in Italia al 5,2%".

Il consumo energetico in Provincia di Bolzano è costituito per il 29% da elettricità, integralmente coperta dalla produzione idroelettrica (930 centrali in tutto, 784 da 220 KW, 116 da 220-3000 KW e 30 oltre 2000 KW per una produzione netta superiore del 50% alle esigenze locali) e per il 71% da domanda termica coperta ad oggi per il 27% con le rinnovabili e il 44% dalle fonti fossili che l'Alto Adige sostituirà integralmente entro il 2013.

"Non si tratta di un obiettivo ambizioso ma assolutamente realistico - ha continuato l'assessore Laimer davanti alla platea dei Colloqui di Dobbiaco - che la Provincia intende perseguire con l'utilizzo delle biomasse (legname da coltivazioni forestali), l'eolico, il solare e l'idrogeno. Oggi in Alto Adige sono in funzione 63 centrali a biomasse che producono annualmente 350 MWh che serve 10600 utenze allacciate con un taglio di emissioni pari a 48 milioni di tonnellate pari a 139000 tonnellate di CO2: il 15% arriva da legname delle foreste locali e il resto dagli scarti delle segherie ma intendiamo incrementare fortemente la quota derivante dalla coltivazione forestale e per questo l'Associazione per le biomasse sta mettendo a punto un piano per risanare parte del patrimonio boschivo favorendo il taglio delle piante più vecchie e l'avvio di nuova forestazione. Gli altri asset sui quali puntiamo sono il biogas e il fotovoltaico termico". Oggi in Alto Adige sono in funzione 31 impianti che trattano deiezioni animali e rifiuti organici, producono elettricità per 13 milioni di KWh e garantiscono minori emissioni per 9300 tonnellate CO2 risparmiate e 930 di metano. Sul fronte del solare grazie al conto energia negli ultimi due anni si è arrivati a 1068 impianti di pannelli per la produzione di energia elettrica, pari ad un installato di 29000 KW installato, e 17700 installazioni di solare termico: oggi il 50% di tutti i collettori solari in Italia è in Alto Adige per 195000 mq, pari a 40 mq ogni cento abitanti. La Provincia sta siglando un accordo con la Lega dei coltivatori per installare tetti fotovoltaici su tutti i masi dell'Alto Adige. La logica che ispira l'azione in tutto il territorio provinciale è quello che i cittadini producono la loro energia, si abituano anche ad amministrarla e distribuirla. Il caso più emblematico è quello di Dobbiaco dove la centrale a biomasse è di proprietà di una cooperativa costituita dalle 700 famiglie e imprese del comune: tutti sono collegati alla centrale che produce 600000 euro di utili l'anno e l'obiettivo della cooperativa è di acquistare la centrale idroelettrica oggi nelle mani di privati. Nella Provincia operano anche 291 piccoli impianti geotermici e 7 siti che hanno passato la valutazione ambientale strategica dove saranno installate 5000 sonde in grado di intercettare il calore del suolo.

Nel migliore dei mondi ambientalmente possibili del nostro Belpaese non manca un piano specifico per l'idrogeno: è stata posata la prima pietra per l'impianto che a Bolzano produrrà il nuovo combustibile utilizzando energia elettrica idroelettrica mentre a Rovereto sarà utilizzato il fotovoltaico e sul valico l'eolico grazie ad un progetto con Tirolo austriaco e Baviera che prevede che distributori di idrogeno in tutte le aree di servizio del tratto dell'autostrada del Brennero da Verona a Monaco

fonte: http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/adige-autarchia/adige-autarchia.html

Le iniziative della regione Piemonte, che si è invece pubblicamente compromessa con l'obbiettivo di raggiungere il 20/20/20 della UE prima dei termini stabiliti.

http://www.regione.piemonte.it/energia/
postato da: CruezaDeMa alle ore 15:02 | link | commenti
categorie: ambiente, economia, energia, trasporti, mobilità

martedì, 29 settembre 2009

Grafici che ci parlano (2)

Scarto annuale della temperatura media globale rispetto al valore medio del periodo 1951-1980 (qui definito come valore 0). La curva rappresenta una sorta di media fatta su più anni (Policymakers’ Summary, Climate Change: The IPCC Scientifica Assessment, Cambridge University Press, 1990).
Riprendo il grafico da T.E. Graedel e P.J. Crutzen (1993), “Atmospheric Change. An Earth System Perspective”, New York, W H Freeman

La forte crescita e il seguente calo in corrispondenza della Seconda Guerra Mondiale sembrerebbero in gran parte (probabilmente non del tutto) imputabili ad errori di misura sulle temperature oceaniche.
D.W.J. Thompson et al., “A large discontinuity in the mid-twentieth century in observed global-mean surface temperature”, Nature, London, Nature Publishing Group, vol. 453, 29 maggio 2008, pp. 646-650
http://www.nature.com/nature/journal/v453/n7195/full/nature06982.html

Temperature misurate in Italia e messe a disposizione dall’ISAC

Notare che nel grafico globale le tacche dell'asse delle ordinate corrispondono a decimi di °C, qui corrispondono a gradi centigradi.

Link: Grafici che ci parlano

postato da: GinoCerutti alle ore 10:07 | link | commenti
categorie: ambiente

Blog Action Day 2009 | Climate Change

Il 15 ottobre è indetto un apuntamento virtuale per tutti i bloggers che intendono pubblicare un post inerente il cambiamento climatico.

L'intento è quello di raggiungere contemporaneamte il maggior numero di persone in tutto il modo e poter condividere con loro idee, progetti, sogni per provare a migliorare la condizione di salute precaria del nostro pianeta.

Potremmo pensare di scrivere qualcosa, che ne dite? Idee?

http://www.blogactionday.org/








postato da: okcomputer alle ore 00:26 | link | commenti (1)
categorie: ambiente

mercoledì, 23 settembre 2009

Educa



Rovereto, 25-26-27 settembre 2009.


EDUCA
è l'incontro nazionale che rimette l'educazione al centro della riflessione e dell'agire quotidiano. Una manifestazione che propone l'educazione come passione per il futuro, perché educare significa guardare al domani con speranza e consapevolezza, entusiasmo e responsabilità, sogni ed emozioni.
Bambini, ragazzi e giovani, genitori, insegnanti ed educatori sono i protagonisti  dei tre giorni a Rovereto per condividere la gioia, ma anche i dubbi dell'educare e cercare insieme le risposte.
 
EDUCA nasce dal riconoscimento che l'educazione è una delle leve fondamentali attraverso cui si agisce. L'obiettivo è rimettere al centro delle nostre riflessioni l'educazione che rende l'uomo competente e consapevole, la persona libera e creativa, il cittadino responsabile e dotato di senso civico, e la comunità accogliente e capace di futuro.
 
Il gruppo organizzatore rappresenta mondi diversi: la cooperazione sociale, l'amministrazione pubblica, la scuola, l'università, i centri di ricerca e formazione, gli editori, i media. Ma è un gruppo che non si ritiene esaustivo: al contrario ambisce a coinvolgere tutti coloro che ogni giorno educando si mettono in gioco, con passione ed entusiasmo, per assumere il compito coraggioso di costruire il futuro.Tra sogno e responsabilità, regole e libertà, famiglia e scuola, strada e cittadinanza, immaginazione e realtà. Perchè l'educazione non è proprietà di nessuno, ma responsabilità di tutti.
Cominciamo da qui.

(fonte educaonline.it)


Due eventi su tutti (grazie a L. per la segnalazione), i film documentario:


Terra Madre, di Ermanno Olmi. Venerdì 25, Auditorium Melotti, ore 21.

Da Torino alla Norvegia, dall'India a Roncade nel Veneto, Ermanno Olmi racconta in questo film-documentario la vita di contadini e pescatori che rispettano la natura e lavorano la terra assecondandone i ritmi. Una narrazione che è poesia, ma anche riflessione perchè mostra e dimostra che si può ritrovare un rapporto autentico e profondo con la terra, che è possibile resistere alle esasperazioni del mercato, alla devastazione dei suoli e all'inquinamento distruttivo.


The Age of Stupid, di Franny Armstrong (sarà presente in sala). Sabato 26, Pallazzo dell'Istuzione, ore 21.

Alla prima mondiale (22 settembre) hanno partecipato Kofi Annan, Gillian Anderson, l’attore nominato agli Oscar Pete Postlethwaite e i registi Franny Armstrong e Lizzie Gillett, alla presenza di importanti celebrità, attivisti e capi di stato che sono arrivati sul tappeto verde in barca, bicicletta, risciò, auto a pannelli solari o skateboard, in un cinema alimentato a energia solare nel centro di Manhattan. Tra i testimonial, anche Thom Yorke dei Radiohead.


Siamo nel 2055, il cambiamento climatico ha devastato il pianeta. Pete Postlethwaite (due nomination agli Oscar per "Nel Nome del Padre" e "I Soliti Sospetti") interpreta un uomo solo che vive
nell’Artico ormai sciolto dove ha creato l’Archivio Globale. Attraverso notizie e documentari del periodo dal 1950 al 2008 vuole capire perché e cosa è andato storto. Guardando nelle riprese del passato si chiede perché gli uomini non abbiano fermato tutto quando ancora ne avevamo la possibilità.

TRAILER

ANCHE I RADIOHEAD SI SONO SEMPRE DIMOSTRATI ATTENTI E PREOCCUPATI PER IL NOSTRO PIANETA.



postato da: okcomputer alle ore 11:01 | link | commenti (2)
categorie: ambiente, cinema, incontri, iniziative, conferenze

martedì, 22 settembre 2009

Tree Nation | Adottare un albero




Tree Nation, organizzazione non-profit con sede a Barcellona, da la possibilità di acuistare, piantare e seguire la crescita di un albero in zone particolarmente disagiate (vedi progetti attivati).
Da qualche giorno un'Acacia Senegal dovrebbe essere stata piantata grazie all'aiuto di alcuni nostri amici.
Questo gesto va inteso come il tentativo di rendere meno evidenti le tracce del nostro passaggio su questo pianeta.


OCCHIALBERI
1 Acacia Senegal (mappa)


LINK

Sito ufficiale
http://www.tree-nation.com/

L'Occhio di Rovereto su Tree Nation
http://www.tree-nation.com/users/profile/36595

Blog ed inquinamento
http://occhiodirovereto.splinder.com/post/18085386/Quanto+inquina+il+tuo+blog%3F
postato da: okcomputer alle ore 11:08 | link | commenti
categorie: ambiente

mercoledì, 16 settembre 2009

Piatti di plastica: ecco perché non si riciclano

Riporto da www.terranauta.it/


Piatti di plastica: ecco perché non si riciclano
di Virginia Greco

(...)

Ma perché piatti, bicchieri e posate di plastica non si riciclano?

Questa è una domanda ricorrente tra i consumatori. È forse colpa del tipo di materiale plastico usato? Dello spessore? Sono gettati via troppo sporchi?

La realtà è che si tratta solo di un problema legislativo. Le normative europea ed italiana prevedono, infatti, l’obbligo di riciclaggio solo per i prodotti in plastica che rappresentano imballaggi. E’ sancita per legge la responsabilità condivisa, in fatto di raccolta e riciclo degli imballaggi (indipendentemente dal materiale di cui sono costituiti, quindi plastiche come anche carta, cartone, alluminio, vetro, ecc.), tra i produttori e le pubbliche amministrazioni.

La normativa stabilisce, in pratica, il principio che chi inquina deve pagare, ossia deve assumersi l’onere economico del trattamento opportuno dei prodotti dopo il loro scarto. Le amministrazioni (tramite società pubblico-private ed ex municipalizzate) recuperano gli imballaggi dalle abitazioni dei singoli cittadini, dagli uffici e dai piccoli esercizi commerciali. I produttori, invece, riuniti in specifici consorzi nazionali, li raccolgono presso i grandi esercizi commerciali e le aziende. Tali consorzi versano ai Comuni un corrispettivo economico che ha lo scopo di coprire le spese legate alla raccolta differenziata e all’avvio verso il riciclo. Il recupero delle materie plastiche è di competenza del COREPLA (COnsorzio Recupero PLAstica), che confluisce insieme agli altri consorzi di filiera nel CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi).

Piatti, bicchieri e posate di plastica non si riciclano, dunque, esclusivamente perché non costituiscono imballaggi, pertanto i produttori non versano per essi alcun contributo al CONAI. Ciò non impedisce alle singole amministrazioni pubbliche di recuperare le stoviglie in plastica ed avviare anch’esse al riciclo. Ma ovviamente tale processo ha un costo non indifferente che i Comuni, mancando il contributo da parte delle aziende produttrici, spesso non possono affrontare.

A tal proposito occorre fare un’ulteriore precisazione: ciò che fa di un oggetto in plastica un imballaggio non è la materia di cui è composto o la sua forma, bensì l’uso che se ne fa. In pratica, se un produttore o un supermercato utilizzano dei comuni piatti di plastica per porci dentro una merce, che viene sigillata poi con della pellicola, tanto il piatto quanto il cellophane sono classificati come imballaggi: di conseguenza un contributo viene per essi versato al CONAI e quindi tali prodotti possono essere riciclati. Gli stessi piatti e la stessa pellicola venduti al cliente come prodotti a sé stanti, nelle proprie confezioni, non sono considerati imballaggi: dunque niente contributo e niente riciclaggio. Questa è la più chiara dimostrazione che ciò che conta non è la consistenza, lo spessore e neppure il grado di pulizia del prodotto, bensì solo l’impiego.

Quest’ultima distinzione un tempo non era presente, quindi piatti e recipienti simili erano esclusi a priori. La direttiva europea dell’11 febbraio 2004 ha invece esteso la definizione di imballaggio, per cui anche i contenitori progettati e destinati ad essere riempiti nel punto vendita sono soggetti agli obblighi di raccolta differenziata. Possono essere dunque posti nel contenitore per la plastica, oltre ai classici flaconi, barattoli e bottiglie, anche sacchetti e borse della spesa, piatti e vasetti (inclusi quelli dello yogurt), pellicole e plastiche trasparenti, reti per frutta e verdura nonché vaschette e strutture di polistirolo.

Restano ovviamente esclusi dalla raccolta penne e pennarelli, giocattoli e parti plastiche di elettrodomestici rotti, tutti i tipi di posate e… piatti e bicchieri usa e getta impiegati in casa.

È naturale che ci si chieda come possano essere nella pratica distinti i piatti e i bicchieri impiegati dai negozi come imballaggi da quelli consumati in casa. Nella maggior parte delle situazioni quelli adottati dai supermercati sono diversi, più spessi; nel caso siano esattamente uguali, la faccenda è a discrimine del Comune. È evidente che, data la sottigliezza della questione, è più probabile che tali prodotti vengano semplicemente inviati all’incenerimento.

Sarebbe forse opportuno, dunque, che si introducesse l’obbligo di pagamento dell’onere di riciclo per i produttori di stoviglie usa e getta, a prescindere dell’impiego specifico che ne verrà fatto.

Resta comunque indubbio che noi consumatori abbiamo il potere di scegliere, quindi possiamo evitare in ogni caso di ricorrere a tali utensili. E se proprio non riusciamo a farne a meno, possiamo prediligere quelli realizzati in bioplastiche, come il MAterBi e il Pla, le quali provengono da materie prime vegetali e pertanto biodegradabili tramite compostaggio (come i rifiuti organici).

postato da: GinoCerutti alle ore 15:21 | link | commenti (3)
categorie: ambiente


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