rovereto webcam

dalla stazione ferroviaria

verso sud sud ovest

Vorschau Rovereto

 

rovereto foto

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra gli elementi pubblici di Flickr provvisti di tag rovereto. Crea il tuo badge qui.

 

amici

 

Links

Accademia Roveretana degli Agiati
Alcide Capeto
Associazione Serenella
AvidyaNet
Balcanicooperazione
Briscola Chiamata OnLine
CastelFolk.it
Catalogo Bibliografico Trentino
Centro Studi Opìfice
Claudio Ughetto
Comune di Rovereto
Distretto Tecnologico
Festival Futuropresente
Fondazione A. Langer
Forum Cittadini Rovereto
Forum Pace
Forum Studenti Trento
Girovagando in Trentino
Il Margine - Casa editrice
Il Margine - Mensile
Ingegneria Senza Frontiere Trento
La campagna del millennio
La Grande Guerra in Trentino
Laboratorio Storia Rovereto
Mandacarù
MART
Meteo Rovereto
Museo Civico
Museo della guerra
Nuovo Cineforum Rovereto
Obra di Vallarsa
Peacereporter
Piergiorgiocattani.it
Protezione Animali Trento
QuestoTrentino
Radio Onda d' Urto Trento
RovePACE
S.A.T.
S.A.T. Rovereto
Sentire
Staineri di Vallarsa
Stefano Bussolon
Trentino Arcobaleno
Trentino in tavola
Trentino Solidarietà
Unimondo
Vigili del fuoco di Rovereto
[Blog] 30 e lode senza studiare
[Blog] Ammaccabanane
[Blog] Archivi del nord
[Blog] Arte e artisti
[Blog] Berlicche
[Blog] Bizblog
[Blog] Blessing the time
[Blog] blog2piazze
[Blog] Caporale Reyes
[Blog] Casa costo zero
[Blog] CastelFolk
[Blog] CineSalvario
[Blog] Cittadinanza Attiva Brentonico
[Blog] Claudio Ughetto
[Blog] Der Pilger (Il Pellegrino)
[Blog] Diogneto
[Blog] Discorsi sospesi
[Blog] Fairwatch
[Blog] Filmagazine
[Blog] Filosofia e società
[Blog] From Minsk
[Blog] Giorgiopartecipativo
[Blog] Guido Benedetti
[Blog] Guspensiero
[Blog] Hospital Bikers
[Blog] Il paradiso all'improvviso
[Blog] Il Taccuino dell'Altrove
[Blog] instant karma
[Blog] Istantanee in acquerello
[Blog] La principessa sul pisello
[Blog] Largo ai giovani
[Blog] Le piccole cose di sempre
[Blog] Le voci di dentro
[Blog] Lucio Gialloreti
[Blog] Marco Pino
[Blog] Margherita
[Blog] Massa Critica Rovereto
[Blog] Musica Cittadina Riccardo Zandonai
[Blog] Officina Del Sorriso
[Blog] Paolo Ghezzi
[Blog] Pavspe
[Blog] Piergiorgio Cattani
[Blog] Pino Scaccia
[Blog] Portobeseno
[Blog] Questo tempo che ho
[Blog] Roberto
[Blog] Sara Maino
[Blog] Slow food - Vallagarina
[Blog] Soffio di Maggio
[Blog] Solidea
[Blog] Sulle spalle dei giganti
[Blog] Tobia e l'angelo
[Blog] TommyGun80
[Blog] Trentinaz
[Blog] UniversInversi

 

Partecipano

 

Archivio

oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

 

statistiche

 

Locations of visitors to this page

domenica, 15 giugno 2008

Il disagio delle ragazze

Mi hanno detto che tra i minorenni scatenati contro il “servizio d’ordine” che non li lasciava entrare alla Festa di Mesiano le più scatenate erano le ragazze.



Il disagio delle ragazze, e la perdita del sapere femminile
di Claudio Risé

Nel malessere giovanile colpisce il crescente disagio delle ragazze. I ragazzi sono più abituati al male, alla sofferenza. Ferdinando Camon (e anch’io) lo ritiene un tratto tipico del maschile, e ricorda che non a caso in francese male (mal), e maschio (mâle), si pronunciano allo stesso modo.
I “teddy boys” fanno parte dell’iconografia dei guai dei giovani maschi: ci sono sempre stati, e gli angeli hanno sempre dovuto darsi molto daffare per salvare i ragazzi da quel tipo di situazioni. Il “branco” al femminile è più nuovo, e fa più impressione. Così come il tasso di incremento nel consumo di ogni droga da parte delle donne, oggi più alto che fra gli uomini; e come il fatto che, proporzionalmente, siano più le ragazze che bevono fino a star male rispetto ai maschi, che smettono prima.
Le tre ragazzine che, qualche giorno fa a Quarto Oggiaro (Milano), hanno picchiato a sangue una quarta che voleva uscire dal gruppo e cambiare vita, e si sono fermate solo quando tre maschi le hanno bloccate e (con grande fatica) sono riusciti a dividerle, stanno molto male e vanno incontro a probabili grossi guai. Come loro ce ne sono però migliaia, in tutta Italia, di cui i giornali neppure parlano. Protagoniste di violenze multiple, in genere ai danni di altre ragazze o donne (che non denunciano per paura e sorpresa), coperte dall’omertà, dall’indifferenza, e dallo sfascio dei tessuti di relazione dei quartieri e dei gruppi.
Il femminile paga caro, probabilmente molto di più del maschile, la poca naturalità, e quindi umanità, del malessere della società postmoderna. Le ragazze la pagano cara proprio perché il sapere femminile è il grande depositario, più di quello maschile (che è più “culturale”, per sua vocazione e disposizione), del sapere “naturale”. Quindi del grande valore del corpo, proprio e altrui, sede della vita (che l’uomo mette a rischio con più facilità), e della relazione, del legame affettivo. Il valore del sentimento.
Questa rete affettiva, di protezione e conservazione della vita e dei suoi legami, è la sede del genio femminile, e la condizione del benessere delle donne (e di tutti). Ecco perché le ragazze che mettono a rischio il proprio corpo e quello delle altre, perse in una spirale di violenza sadomasochista, e quelle che rompono, con violenze, ricatti, intimidazioni, la rete affettiva che regge dal profondo ogni legame e costruzione sociale rappresentano l’apice della crisi del femminile e della stessa vita, che al femminile è strettamente legata.
Nessuno sembra rendersene conto, gli episodi sono relegati alla cronaca minuta, al massimo ottengono qualche considerazione di costume. Mentre invece queste storie ci raccontano il lacerarsi, assieme al sapere femminile, della stessa trama della vita individuale e collettiva.
Anche l’uomo, che si ritrova in questo frullatore quando la figlia gli ride in faccia se lui chiede dove sia stata o quando la moglie lo abbandona, non riesce a vedere il fenomeno complessivo, portando un suo contributo educativo e ideativo, ma riduce tutto al suo caso personale, che lo fa sentire eroe (anche se del nulla).
Abbiamo tutti bisogno di un cuore di carne, al posto di quello di pietra che ci ritroviamo.

da “Tempi”, 12 giugno 2008
http://claudiorise.blogsome.com

postato da: GinoCerutti alle ore 11:52 | link | commenti (3)
categorie: cultura, fatti e misfatti


Commenti
#1   15 Giugno 2008 - 13:10
 
Le ragazze, che tasto dolente!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente okcomputer

#2   15 Giugno 2008 - 13:22
 
"in francese male (mal), e maschio (mâle), si pronunciano allo stesso modo"

ma si scrivono diversi per il gusto tipicamente francese di complicarsi da soli la grammatica

crueza
utente anonimo

#3   15 Giugno 2008 - 14:12
 
Molto interessante. Le donne sono estranee a qualsiasi spirito cameratesco. Di natura fra loro competitive, come facciano ora a fare gruppo è un mistero.

mic.
utente anonimo

Commenti

Per una corretta visualizzazione di questo blog e per le tue navigazioni ti consigliamo di utilizzare Mozilla Firefox

Prova il sistema operativo Linux Ubuntu: gratuito, sicuro e open source

Se non diversamente specificato quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons