rovereto webcam

dalla stazione ferroviaria

verso sud sud ovest

Vorschau Rovereto

 

rovereto foto

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra gli elementi pubblici di Flickr provvisti di tag rovereto. Crea il tuo badge qui.

 

amici

 

Links

Accademia Roveretana degli Agiati
Alcide Capeto
Associazione Serenella
AvidyaNet
Balcanicooperazione
Briscola Chiamata OnLine
CastelFolk.it
Catalogo Bibliografico Trentino
Centro Studi Opìfice
Claudio Ughetto
Comune di Rovereto
Distretto Tecnologico
Festival Futuropresente
Fondazione A. Langer
Forum Cittadini Rovereto
Forum Pace
Forum Studenti Trento
Girovagando in Trentino
Il Margine - Casa editrice
Il Margine - Mensile
Ingegneria Senza Frontiere Trento
La campagna del millennio
La Grande Guerra in Trentino
Laboratorio Storia Rovereto
Mandacarù
MART
Meteo Rovereto
Museo Civico
Museo della guerra
Nuovo Cineforum Rovereto
Obra di Vallarsa
Peacereporter
Piergiorgiocattani.it
Protezione Animali Trento
QuestoTrentino
Radio Onda d' Urto Trento
RovePACE
S.A.T.
S.A.T. Rovereto
Sentire
Staineri di Vallarsa
Stefano Bussolon
Trentino Arcobaleno
Trentino in tavola
Trentino Solidarietà
Unimondo
Vigili del fuoco di Rovereto
[Blog] 30 e lode senza studiare
[Blog] Ammaccabanane
[Blog] Archivi del nord
[Blog] Arte e artisti
[Blog] Berlicche
[Blog] Bizblog
[Blog] Blessing the time
[Blog] blog2piazze
[Blog] Caporale Reyes
[Blog] Casa costo zero
[Blog] CastelFolk
[Blog] CineSalvario
[Blog] Cittadinanza Attiva Brentonico
[Blog] Claudio Ughetto
[Blog] Der Pilger (Il Pellegrino)
[Blog] Diogneto
[Blog] Discorsi sospesi
[Blog] Fairwatch
[Blog] Filmagazine
[Blog] Filosofia e società
[Blog] From Minsk
[Blog] Giorgiopartecipativo
[Blog] Guido Benedetti
[Blog] Guspensiero
[Blog] Hospital Bikers
[Blog] Il paradiso all'improvviso
[Blog] Il Taccuino dell'Altrove
[Blog] instant karma
[Blog] Istantanee in acquerello
[Blog] La principessa sul pisello
[Blog] Largo ai giovani
[Blog] Le piccole cose di sempre
[Blog] Le voci di dentro
[Blog] Lucio Gialloreti
[Blog] Marco Pino
[Blog] Margherita
[Blog] Massa Critica Rovereto
[Blog] Musica Cittadina Riccardo Zandonai
[Blog] Officina Del Sorriso
[Blog] Paolo Ghezzi
[Blog] Pavspe
[Blog] Piergiorgio Cattani
[Blog] Pino Scaccia
[Blog] Portobeseno
[Blog] Questo tempo che ho
[Blog] Roberto
[Blog] Sara Maino
[Blog] Slow food - Vallagarina
[Blog] Soffio di Maggio
[Blog] Solidea
[Blog] Sulle spalle dei giganti
[Blog] Tobia e l'angelo
[Blog] TommyGun80
[Blog] Trentinaz
[Blog] UniversInversi

 

Partecipano

 

Archivio

oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

 

statistiche

 

Locations of visitors to this page

sabato, 04 luglio 2009

Abruzzo 13-20 giugno 2009

Abruzzo - Paganica e Onna 089
Abitazione ad Onna
DSCN0278Chiesa di Onna puntellata
Abruzzo - Paganica e Onna 043
I volti resistono (Onna)
Abruzzo - Paganica e Onna 068
Damigiane (Onna)
Abruzzo - Paganica e Onna 067
Inizio del cantiere per la costruzione di 91 casette in legno (Onna)
P1120958A destra il recinto per i cavalli e a sinistra la recinzione del cantiere (Onna)
Abruzzo - Paganica e Onna 084Cantiere, fasi iniziali (Onna)
Abruzzo - Paganica e Onna 079
postato da: farronait alle ore 11:55 | link | commenti
categorie: racconti, foto, volontariato

venerdì, 03 luglio 2009

SoddISFa la tua sete bevendo acqua del sindaco

Non mi è mai venuto in mente di scrivere un post per pubblicizzare questa interessante iniziativa; l'altro giorno, notando un certo fermento intorno alle belle e pratiche ISF borracce, mi sono ripromesso di scrivere su questo blog. Ed eccoci qui.

SoddISFa la tua sete 2009

 

Un percorso per scoprire assieme il valore dell’acqua del rubinetto

OBIETTIVO GENERALE:

Promuovere l’utilizzo di acqua del rubinetto in alternativa all’acqua in bottiglia nel mondo universitario di Trento.

MOTIVAZIONE:


L’utilizzo dell’acqua in bottiglia ha un impatto molto importante sulla vita di tutti i giorni ed in particolare anche sulla vita studentesca. L’ingente consumo di bottiglie di acqua minerale pone in primo piano tre temi di profondo impatto nel panorama moderno: il riciclaggio, l’eccesso di rifiuti ed il diritto all’acqua.

[...] continua qui www.isf-trento.org

In vendita presso la sede ISF Trento (terzo piano della facoltà di ingegneria, Mesiano) potete trovare l'ISF-borraccia con etichetta ISF riportante l'analisi chimico-fisica dell'acqua del rubinetto di Trento e una pratica mappa delle principali fontane pubbliche della città. Le borracce sono disponibili in due modelli (vedi locandina sopra):

  • alluminio, 0.75 l, colori blu, verde e rosso, con moschettoncino multiuso;
  • policarbonato, 0.5 l, trasparente.

BEVI ACQUA DEL SINDACO!!

postato da: farronait alle ore 19:09 | link | commenti
categorie: ambiente, iniziative, università

L’anticasta

oggi, venerdì 3 luglio ‘09 – ore 20.45
presso il Centro Civico del Brione (sotto la chiesa)
dialogo con Marco Boschini 
Assessore di Colorno (Parma) e coordinatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi e autore del libro

L’anticasta. L’Italia che funziona

che racconta le esperienze virtuose sul risparmio energetico ed economico, mobilità sostenibile, energia rinnovabile, gestione dei rifiuti, acqua.

da www.marcoboschini.it

postato da: GinoCerutti alle ore 15:25 | link | commenti
categorie: politica mondiale

mercoledì, 01 luglio 2009

Scegliere un lavoro è il mio problema, ma è colpa del sistema

"Chissà nel socialismo" di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
dallo spettacolo "Polli di allevamento" (1978)

Arrangiamenti di Franco Battiato e Giusto Pio
postato da: GinoCerutti alle ore 15:41 | link | commenti (1)
categorie: musica, video

lunedì, 29 giugno 2009

DOMENICA 5 LUGLIO alle Tre Cime di Lavaredo per un'immensa catena umana!

1 Abbraccio

2 Continenti

3 Cime

6.000 donne, uomini, bambini.

12.000 mani

che si stringono per

30.000 esseri umani che in

1 solo giorno muoiono di

1 estrema povertà.

1 evento straordinario per ricordare a

8 uomini

8 promesse da mantenere e

1 comune impegno di giustizia e di solidarietà

DOMENICA 5 LUGLIO alle Tre Cime di Lavaredo per un'immensa catena umana!

Associazioni, enti, gruppi, movimenti, singoli aderenti partecipano ad un evento storico di impegno, di solidarietà, di mobilitazione per una responsabilità condivisa.

Soggetti uniti nel chiedere a gran voce ai Capi di Stato e di Governo dei G8, che si riuniranno a l’Aquila dal prossimo 8 Luglio, di mantenere fede alle promesse ed agli impegni sottoscritti nei confronti del Sud del Mondo, in particolare verso il Continente Africano.
Impegni di cooperazione ed aiuto allo sviluppo attraverso formule e misure efficaci ed effettive.

Impegni che con triste regolarità, anno dopo anno, vengono nella maggior parte dei casi disattesi o mantenuti in porzioni esigue.
L’impegno condiviso invece da quanti si uniranno con mani e voci alla Catena Umana del 5 Luglio, sarà l’assunzione concreta di responsabilità riguardo il destino di quei 30.000 esseri umani che ogni giorno scompaiono da questa Terra a causa dell’estrema povertà.

La finalità di questa proposta non sarà occasione di celebrazione o fonte di profitto per alcuno, se non per coloro i quali, dimenticati da tutti, potrebbero finalmente vedere riconosciuti loro i diritti fondamentali e la dignità della persona umana.

Scarica il volantino:

3Cime






Per maggiori informazioni: www.dolomitafricag8.it

 

postato da: farronait alle ore 11:00 | link | commenti
categorie: incontri, iniziative, politica mondiale

domenica, 28 giugno 2009

Le invasioni barbariche

Per chi se la fosse persa, l'incursione anarchica alla manifestazione "Sentiero di Pace". Direi che il video si commenta da solo. Se qualcuno fosse allo scuro della base militare di Mattarello, può cliccare qui.

CAMERA 1





CAMERA 2



Ed ancora, fatti fattacci e fattoni "anarchy style":

Professione Anarchico
Annichilimento totale della materia
Okkupato
Inciviltà allo stato brado


postato da: okcomputer alle ore 18:23 | link | commenti (20)
categorie: fatti e misfatti, video, notizie roveretane, politica trentina, politica roveretana

sabato, 27 giugno 2009

Storia locale

La legge provinciale n. 5 del 2006 (legge Salvaterra) prevede l’approvazione da parte della Giunta provinciale di un regolamento applicativo per l’attivazione di piani di studio provinciali.

I piani di studio provinciali
(…)
c) assicurano lo studio della storia locale e delle istituzioni autonomistiche, della cultura della montagna e dei suoi valori, con il coinvolgimento di esperti locali, la pratica di sport vicini alla montagna e l'effettuazione di periodi formativi a diretto contatto con la montagna.
Fonte: Ufficio stampa della P.A.T.

I piani di studio provinciali, se ho ben capito, sono ora in fase di costituzione.
Al di là della vaghezza del proposito (che mette insieme un po' di tutto) e del pericolo di strumentalizzazioni politiche (ad esempio con un'esaltazione acritica della trentinità), credo sia una buona occasione. Senza rubare troppe ore a un inquadramento generale della storia (a livello mondiale, continentale e nazionale), credo infatti che sia giusto trasmettere agli studenti delle conoscenze relative al territorio in cui vivono.
Se il nostro territorio è quello che è, è organizzato in un modo invece che in un altro, è per delle ragioni che vanno ricercate nella storia.
Studiosi e politici di tutto il mondo si interessano alla nostra Regione, vista come modello di convivenza tra etnie diverse; ma tra gli stessi trentini -soprattutto tra i giovani, anche tra quelli impegnati in politica- le conoscenze sono spesso superficiali. A volte i sudtirolesi di etnia tedesca sono dipinti come una stranezza folkloristica. Non si distingue  tra cittadinanza e nazionalità, non si capisce che si può avere una cittadinanza (ad esempio italiana) ed appartenere a un’altra nazionalità (ad esempio tedesca). Questo semplicismo è un prodotto del nazionalismo: gli Stati nazionali, a differenza dei precedenti imperi, si identificano in maniera rigida con una nazione.
Sarà difficile la tolleranza per gli extracomunitari se non c’è interesse per chi ci vive vicino da secoli…

Riporto qua sotto un estratto di un articolo relativo alla politica sudtirolese di Hitler e Mussolini, un caso in cui storia locale e storia mondiale si  sono intrecciate e in cui l'identificazione tra Stato e Nazione è stata portata alle estreme conseguenze (la pulizia etnica).

Le ferite della società sudtirolese
di Mauro Fattor
Il Trentino – 25 giugno 2009
In Alto Adige ricorre in questi giorni il settantesino anniversario delle Opzioni, il tragico accordo tra Hitler e Mussolini per il trasferimento in Germania dei sudtirolesi che volevano restare tedeschi e si trovarono quindi costretti a optare tra il Reich e l’Italia. L’accordo - che in nome dell’Asse sanciva il carattere definitivo e intangibile del confine del Brennero - era stato elaborato dal capo delle Ss Heinrich Himmler sin dalla primavera di quell’anno, e giunse al suo assetto definitivo il 23 giugno 1939 a Berlino. L’85% degli altoatesini optarono per la Germania, ma solo 75mila lasciarono effettivamente la provincia di Bolzano. Di questi, un terzo tornò in Alto Adige dopo la guerra. (…) I Dableiber (..) - cioè coloro che scelsero di non partire ma di restare in Alto Adige - vennero trattati come traditori, con conseguenze che si trascinarono per decenni anche nel Sudtirolo pacificato del Dopoguerra. Scriveva Himmler il 30 maggio del 1939: «La decisione del Führer in merito ai confini tra Italia e Germania è legittima. In questo modo si è deciso irrevocabilmente che il Sudtirolo, quale territorio abitato da un popolo tedesco, è abbandonato e non ha più alcun interesse per noi. Non si è con ciò detto che la Germania abbandoni i circa 200 mila sudtirolesi che vogliono essere tedeschi. Ciò ne consegue che per la stretta amicizia fra la Germania e l’Italia, dovrà essere intrapresa una storica e forse unica e grandiosa operazione. [..] La Germania procurerà da qualche parte sul suo territorio, per esempio all’Est, uno spazio per 200 mila persone da collocarsi in città e paesi. Questo territorio dovrà essere scelto possibilmente in una zona originariamente straniera e sarà liberato da tutti i suoi abitanti. In accordo con l’Italia, i 200 mila tedeschi del Sudtirolo venderanno i loro averi e beni e verranno trasferiti in questo nuovo territorio».
La soluzione che Himmler aveva in testa era chiara, e aveva a che fare con i programmi nazisti di invasione della Polonia, per la quale fu messa in piedi la cosiddetta «Operazione Fausthof», che altro non era appunto che la ricolonizzazione dei territori strappati alla Polonia con il rimpatrio entro i confini del Reich delle minoranze tedesche sparse per l’Europa. Nel calderone di questa lucida follia, c’erano anche i sudtirolesi. (…)

P.S.: per farsi un'idea di quanto la ferita sia  sentita in Alto Adige, segnalo un articolo di Alexander Langer in cui si ricostruiva una polemica che aveva visto protagonista Messner (se l'era presa con il continuo abuso del mito di "Heimat", della propria terra patria, che in bocca sudtirolese ufficiale ed ufficiosa viene fatto, "da parte di un popolo che come nessun altro, ha anche tradito la propria "Heimat", quando nel 1939 a stragrande maggioranza aveva optato per la Germania, disponendosi a lasciare la propria terra") e il fatto che il vicesindaco di Bolzano Oswald Ellecosta (SVP, in coalizione con in centrosinistra) si è rifiutato di festeggiare la Festa della Liberazione, perché ricorda il ritorno del Sudtirolo nello Stato italiano.
postato da: GinoCerutti alle ore 16:52 | link | commenti
categorie: cultura, politica italiana, politica europea, politica trentina, politica sudtirolese

venerdì, 26 giugno 2009

Le migrazioni viste dall’altra parte

A destra c'è chi vede i migranti solo come un indesiderato fastidio.
A sinistra c'è chi non coglie i problemi connessi con l'immigrazione, vista solo come positiva contaminazione.
Faremmo meglio a confrontarci con le esperienze e i pensieri dei diretti interessati.
Il grassetto è mio.


da l’Adige - 16/05/2009
Ho visto le atrocità delle galere libiche
di BRUNO ZORZI

Partiamo da qui: ad un certo punto il telefono di Mamadou Sow, 42 anni, senegalese, commerciante, in Italia da anni, già «ospite» delle galere di Gheddafi prima di approdare in Italia, suona. Lui risponde in un lingua stranissima e dopo un minuto mette giù.
«Questo era mio fratello. Mi chiama dal mio villaggio natale che si trova quasi in mezzo alla savana. Telefonini e televisioni in Africa le trovi ovunque, ormai anche in mezzo alla foresta, e il guaio è questo: la gente ha il mito dell'occidente. Pensa che qui sia tutto facile, sono attratti da tutte le cose che vedono in tv. Per un telefonino nuovo attraversano il Sahara. Se ce la fanno». Appunto, se ce la fanno. E lui, tanti anni fa è stato uno di questi ragazzi in fuga verso il sogno. E l'impatto con la realtà fu tremendo, ancor più che tremendo. «Io andai via dal Senegal - racconta - perché c'era stata la siccità: il bestiame moriva, i campi davano poco. Lavorai duramente per un periodo in un posto dove si facevano i mattoni di terra e riuscii a raccogliere una cifretta, mi pare 350 mila lire. Arrivai in Mali, da lì l'Algeria e il Sahara. Terribile. Gli organizzatori di questi viaggi ci portarono con le jeep nel deserto per alcuni chilometri e da lì a piedi verso la Libia. Ci guidava un tuareg con un cammello: il caldo era tremendo, l' acqua poca. I ragazzi che erano con me, ragazzi del Mali, del Gambia, della Liberia, morivano uno dopo l'altro. Se rimanevano senza acqua li abbandonavamo. Non potevamo fare altro, l'acqua non si poteva dividere, era troppo poca. Alcuni impazzivano e correvano nel deserto senza meta e finivano male. Qualcun altro veniva preso dai dolori al ventre, noi cercavamo per un momento di incitarli: "Dai resisti! Cammina!". Ma non ce la facevano a rialzarsi e rimanevano lì a morire. Così, a piedi nel deserto per tre settimane. Un giorno finalmente arrivammo ad un pozzo, eravamo torturati dalla sete, ma sul bordo c'era il cadavere di uno come noi che era morto mentre stava bevendo. Non riuscimmo a buttare giù un sorso. Insomma, siamo partiti in trenta e in Libia siamo arrivati in quindici». Ma perché c'era e c'è questo passaggio in Libia. «Perché, quando sono emigrato io almeno, in Libia per un po' si riusciva a lavorare. Nonostante tutto è il paese africano dove la gente sta meglio. E infatti io per un po' sono vissuto di lavoretti qui e là, nella speranza di passare in Europa. Ma ad un certo punto sono stato arrestato. I militari mi hanno preso per strada e mi hanno portato via». Niente processi, niente garanzie. «Macchè processi! Assieme ad altri africani, eravamo più di mille, siamo stati portati in un campo in mezzo al deserto e lì ce ne facevano di tutti i colori. C'erano ragazzini in divisa crudelissimi. Per loro la nostra vita non valeva nulla. Se non ubbidivi prontamente i soldati ti sottoponevano a quella che loro chiamano la falga ». Tortura, immagino. «Sì, ti legavano con le braccia e le gambe ad un palo e giù botte con un bastone sulle piante dei piedi. Impazzivi di dolore». Quanti anni aveva? «Quindici anni». Dalla Libia riuscì a scappare? «Ad un certo punto ci portarono a Tripoli a fare dei lavori e lì sono riuscito ad andarmene. Sono rimasto in un paesino libico ancora per qualche tempo, facevo l'elettrauto ed ero bravo. Ma i libici mi trattavano male e non mi pagavano. Per questo decisi di andarmene: prima in Turchia e da lì, in aereo, a Milano. Ed eccomi qui, ho sposato una trentina ed ho un figlio». Questa è la storia di Mamadou, una delle tante tragiche storie di immigrazione clandestina. Lei cosa pensa della decisione del governo Berlusconi di rimandare indietro i barconi in Libia? Questa scelta, per quanto dura, può fare da deterrente? «Io posso anche dire che questa decisione può servire a fermare le partenze e, di conseguenza, a fermare un po' queste stragi che non avvengono solo in mare. Il deserto, e lo so per esperienza, è pieno di cadaveri. So che dicendo così mi sentirò ribattere: tu la pensi così perché sei riuscito ad arrivare qui. Però, finché il modo di vivere occidentale sarà un mito per gli africani, queste ondate emigratorie non si fermeranno. La cause non stanno solo nella povertà». Ma se è vero, come è vero, che la tv è ovunque la gente vedrà anche le tragedie dei migranti clandestini. «Vado spesso nel mio villaggio dove ho avviato un progetto di sviluppo che sta dando frutti e quando vado giù non mi metto niente di firmato perché basta niente per far venire voglia ad un ragazzo di venire via. Le faccio un altro esempio: l'altro giorno un mio amico m'ha detto: ho comprato una Mercedes di seconda mano e mi piacerebbe portarla in Senegal. Io gli ho risposto: no, non farlo, perché per i giovani è uno stimolo ad emigrare e questi, inseguendo un miraggio, vanno a morire!» Ma questi disgraziati che vengono sbarcati di nuovo in Libia che fine fanno? «O finiscono nelle galere oppure li portano al confine con un: tornate da dove siete venuti. Però davanti a loro c'è il Sahara». E ci muoiono. «Eh già, tantissimi ci muoiono». Ma chi torna racconta...«Certo, che raccontano. Anche noi diciamo: attenti, c'è gente che viene abbandonata in mare, che viene ammazzata per niente ma non basta. Come posso dire...chi viene chiamato risponde. Voi occidentali continuate a chiamare la nostra gente con la pubblicità e il vostro modo di vivere». In Senegal come sta andando? «Mah, qualcosa alla fine si muove. Ma quello che cerco di far capire alla mia gente è che da noi non si vive male. Dico: ma vi rendete conto che gli occidentali vengono da noi per rilassarsi! Questo deve farvi capire che lassù non è tutto oro! Ed è così. In Africa non trovi un depresso; il ritmo della vita è calmo e le risorse sono enormi. Ma noi seguiamo il vostro modello di sviluppo e per noi è un disastro. Dobbiamo seguire un altra strada e capire che il vostro tipo di vita non è migliore del nostro». Lei non pensa che la via stia nell'industrializzazione? Nella crescita economica? «No, le fabbriche distruggono. Sa cosa mi impressiona ogni volta che torno giù? L'enorme quantità di plastica. C'è plastica ovunque. Io spiego alla gente: così avvelenate la terra, state attenti! Ma per loro plastica vuol dire occidente. L'uomo occidentale ha inventato la cultura, ha mosso il mondo e, ora, con le comunicazioni di massa sta chiamando milioni di persone. È un continuo "venite, venite" che provoca tragedie. Tragedie per chi emigra e tragedie per voi che vi sentite assediati». Lei non ha mai pensato di tornare a casa? «Certo che ci penso. Ma ho qui la mia famiglia: mia moglie è di qui, mio figlio è italiano. Sì, se non avessi qui la famiglia tornerei a vivere nel mio villaggio. Un piccolo villaggio di 250 abitanti. Alla mia gente sono legato: come dicevo, ho avviato un piccolo progetto di sviluppo che si chiama Bromkouda, appunto il nome del villaggio dove sono nato e dove abitano i miei fratelli. Con piccole iniziative abbiamo migliorato l'allevamento, costruito un pozzo di cemento. Le condizioni sono migliorate, le famiglie possono vivere. Ma per i giovani il fatto di non poter avere due paia di jeans; di non avere un telefonino nuovo; di non poter fare la vita che immaginano è una spinta fortissima a scappare. Io quando vado giù dico che qui da immigrato clandestino non hai diritti, che si vive male. Racconto che quando in Italia, all'inizio, facevo l'operaio potevo spendere quindici euro alla settimana per mangiare e comperavo, non carni ma ossi, per farmi il ragù. Ma non basta, il miraggio è troppo forte».
postato da: GinoCerutti alle ore 20:14 | link | commenti
categorie: politica mondiale

mercoledì, 24 giugno 2009

Massa Critica Rovereto | 27 giugno ore 17.30 | p.zza Erbe Rovereto

Baci e bici a tutti.

Purtroppo la massa ciclo-critica di maggio è saltata; ma quella di giugno tornerà a percorrere le vie cittadine con l'intento di dimostrare che anche Rovereto può essere a misura di pedale.

Vi aspettiamo in sella alle vostre biciclette SABATO 27 GIUGNO alle ore 17:30 in PIAZZA DELLE ERBE - ROVERETO.

Chiunque voglia dare una mano in futuro è ben accetto (verranno raccolti i nominativi in piazza), più siamo meglio è, la massa critica sono tutti i partecipanti, nessuno escluso. Quindi,che cosa stai aspettando?

Ricordiamo che la Massa Critica è variopinta e allegra: l'uso di cartelli, striscioni, travestimenti, maschere, palloncini, campanelli, strumenti musicali, racole, fumogeni, elettrodi e oggettistica affine è altamente consigliato.

Monta in sella alla tua inseparabile amica a due ruote e chiama i tuoi amici. In caso di vento o pioggia martellante: PONCHO!
 
LA MASSA CRITICA E' TORNATA E TU??

5MC-Latte2
5MC2
PER INFORMAZIONI: WWW.MASSACRITICAROVERETO.SPLINDER.COM
postato da: farronait alle ore 23:50 | link | commenti
categorie: ambiente, cicloturismo, incontri, viabilità, trasporti, politica roveretana


Per una corretta visualizzazione di questo blog e per le tue navigazioni ti consigliamo di utilizzare Mozilla Firefox

Prova il sistema operativo Linux Ubuntu: gratuito, sicuro e open source

Se non diversamente specificato quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons